Venezia: visitare il Canal Grande in Vaporetto

Navigare il Canal Grande di Venezia in uno dei tanti vaporetti consente al turista un’immersione totale nella città, anche senza gondola è sicuramente il mezzo più comodo per spostarsi nella storica Serenissima.

Immergiti nell’atmosfera di Venezia

Canal Grande Venezia

Il tragitto porta da Piazza Roma a Piazza San Marco, con possibilità di ritorno. Sono previste due linee, una più veloce (7 fermate per 30 minuti), l’altra più “accurata” (13 fermate per 40 minuti).
Il canale ha una caratteristica forma di S rovesciata, per una lunghezza complessiva di 4 chilometri ed una larghezza variabile dai 30 ai 70 metri. Le due sponde del canale sono collegate da traghetti pubblici e da 4 ponti, fra i quali il più antico è datato 1591.

Itinerario sulle acque del Canal Grande

Il vaporetto passa sotto alle maggiori cupole, ai palazzi storici, ai ponti ed alle chiese di Venezia. La posizione privilegiata offre un punto di vista molto ambito per fotografare l’essenza della città, racchiusa nelle mille facce dei suoi monumenti. Gli edifici storici affacciati sul “Canalasso” sono più di duecento e spaziano dal Millecento al Settecento, testimoniandoci un glorioso passato fatto di fasti e sconfinate ricchezze, procurate dai commerci con l’oriente.
Potrai raccogliere le massime espressioni di stile Veneto-Bizantino, Veneziano, Gotico, Rinascimentale, Barocco e Neoclassico; che accompagnano in un viaggio nella storia interrotto solo nel 1797, quando si verificò il congelamento delle costruzioni sul canale.
Ecco cosa vedrai durante il tuo viaggio in vaporetto:

Il benvenuto nel canale te lo dà il Ponte della Costituzione, una recente opera urbanistica tanto leggera quanto nobile, che riesce nel compito di aggraziare il tratto meno prestigioso del canale. È un ponte lungo 94 metri e largo dai 5,6 ai 9,4 metri, definito “squisitamente moderno” e realizzato in vetro, ottone ed acciaio.

La Cupola neoclassica della Chiesa di San Simeone Piccolo è ubicata di fronte alla stazione. Edificio dalla pianta circolare, è immediatamente riconoscibile per il verde rame della sua cupola. Fu edificata tra il 1718 ed il 1738.

Il Ponte degli Scalzi è il secondo dell’itinerario, realizzato durante il ventennio fascista per sostituire il vecchio in ferro, che non consentiva il passaggio delle imbarcazioni alberate. È limitrofo al capolinea della ferrovia, ed anche per questo è nominato il Ponte della Stazione.

A più di un chilometro dal ponte si effettua la seconda sosta, in Piazza de Biasio, di fronte alla quale è sito il Palazzo Labia, anticipato dalla Chiesa di San Geremia. Questo Palazzo barocco è custode di uno dei capolavori del Tiepolo: il ciclo di affreschi dedicato ad Antonio e Cleopatra.

La Chiesa di San Marcuola, che secondo la tradizione è originaria del IX secolo. Emerge subito la facciata romanica, che nasconde una struttura a tre navate. Al suo interno è preservata l’“Ultima Cena” del Tintoretto.
Di fronte alla suddetta chiesa si erge il duecentesco Fondaco dei Turchi, il cui nome deriva dall’emporio turco che si stabilì nel palazzo dal XVII al XIX secolo. Oggi ospita il Museo di Storia Naturale.

I punti 5 e 6 sono posticipati rispettivamente dalla Ca’ Vendramin Clergi (nella quale morì Wagner) e dal Fondaco del Megio, che anticipano il quarto scalo del vaporetto.
La Chiesa di San Stae ha origini ignote, anche se fonti incerte testimoniano la sua presenza sin dal X secolo. Nei suoi ambienti sono custoditi alcuni dei maggiori lavori dell’arte barocca veneziana del primo Seicento. La facciata fu realizzata nei primi anni del Settecento, in stile classicheggiante.
Separato da un canaletto dalla suddetta chiesa, il seicentesco Palazzo (Ca’) Pesaro ha preservato nei secoli il suo aspetto esteriore grandioso e fiorente. È sede della Galleria d’Arte Moderna e del Museo d’Arte Orientale.

La settecentesca Ca’ Corner della Regina, sede della Fondazione Prada e degli eventi culturali da essa organizzati.

Il quinto scalo è preceduto dalla quattrocentesca Ca’ d’Oro, forse il palazzo più famoso di tutto il Canal Grande: impensabile non scattare una foto ricordo. Si tratta di un eclettico edificio, frutto del lavoro di più maestri. Il cortile interno cinge una vera da pozzo marmorea del XV secolo, mentre negli ambienti interni è allestita la Collezione d’Arte Giorgio Franchetti.
Limitrofa ed opposta alla Ca’ d’oro, la Pescheria neogotica novecentesca fa la sua bella figura, col suo ampio balcone affacciato sul canale.
La prima curva della S è anticipata dalle estese Fabbriche Nuove di Rialto, edificate da Jacopo Sansovino nel Cinquecento e posticipate dalle Fabbriche Vecchie.
Proprio in mezzo alla curva si trova il Palazzo dei Camerlenghi, affiancato al Ponte di Rialto. Il palazzo è stato costruito nel 1525-28 ed era l’antica sede della magistratura finanziaria.
Di fronte al palazzo del magistratura vedrai il Fondaco dei Tedeschi, questa volta più “rigoroso” da un punto di vista stilistico… se non fosse per i tipici merletti sul tetto, che ci riportano coi piedi… a Venezia!

Il Ponte di Rialto sussegue gli edifici 15 e 16, anticipando il sesto scalo dei vaporetti. È il ponte più vecchio e famoso di tutti, una vera meraviglia per gli occhi. La sua storia ci porta nella seconda metà del Cinquecento, quando i progettisti lo davano per spacciato: sarebbe dovuto crollare da lì a breve… invece rimane tutt’ora uno dei simboli architettonici di Venezia.

Ca’ Farsetti assieme alla Loredan, è la casa edificio delle istituzioni municipali. Fu edificata nel Duecento, ristrutturata nel Quattrocento e nel Seicento divenne sede dell’Accademia Artistica dei Farsetti.

Ca’ Loredan, come la precedente, è sede del municipio di Venezia. Come nell’edificio 17, si propone anche qui uno stile veneto-bizantino, anche se più elegante e dettagliato. Nel piano superiore sono racchiuse opere del Veronese, di Gregorio Lazzarini e Benedetto Caliari.
La settima fermata si effettua nel Pontile San Silvestro.

Proseguendo incontri il Palazzo Bernardo, uno spicchio di sfarzoso Gotico veneziano. Fu completato nel 1442.
Il Palazzo Pisani Moretta precede l’ottavo scalo dei vaporetti. Come il precedente, anch’esso è datato nel Quattrocento. Risalta per il suo colore roseo-arancione e per il caratteristico stile Gotico-Veneziano di tipo “fiorito”.
Di fronte al Palazzo 21 troverai il Palazzo Tiepolo, con due “lance” che svettano sul tetto. È ben fotografabile grazie allo scalo sottostante, che ti consente una sosta.
Altra fermata si effettua in corrispondenza della Chiesa di San Tomà, che risale al X secolo, poi ristrutturata nel Trecento e Sei-Settecento in stile Barocco. Al suo interno sono conservati l’affresco del “Martirio di San Tommaso” (Jacopo Guarana) ed una pala d’altare intitolata “Incredulità di San Tommaso” (Antonio Zanchi).
Di fronte alla Chiesa di San Tommaso troverai i Palazzi Moncenigo, un piccolo complesso architettonico composto da tre strutture: la Ca’ Vecchia, il Nero, la Ca’ Nova. Nel primo edificio, che nonostante il nome è il più recente, soggiornò Giordano Bruno; mentre nel secondo visse per alcuni anni Lord Byron, durante i quali si dedicò alla stesura delle sue opere poetiche.
Palazzo Balbi è stato realizzato da Alessandro Vittoria nel Cinquecento, in stile rinascimentale, ma col mantenimento di alcuni elementi barocchi. La facciata color panna è dominata dalla vista di due pinnacoli.

La splendida Ca’ Foscari fu progettata e realizzata da Bartolomeo Bono a metà Quattrocento. La bellezza dell’edificio lo rese ideale per gli ospiti d’élite della Serenissima. Gode di una meravigliosa vista sul canale, data la posizione: esattamente a metà di un’ampia curva. È riconoscibile dalla facciata in mattoni e dall’incantevole loggia al secondo piano.

Poco più avanti si impone allo sguardo la vista di Ca’ Rezzonico, oggi sede del Museo del Settecento Veneziano. È sede della Pinacoteca Egidio Martini, raccolta dall’elevata importanza artistica, storica e filologica. Sotto la casa è sito uno scalo.

Di fronte all’edificio 26 si erge il neoclassico Palazzo Grassi, uno dei più noti di Venezia. È stata l’ultima costruzione prima della morte della Repubblica. Al giorno d’oggi viene utilizzato come sede di mostre d’arte.

Nascosta dal palazzo 28, la Chiesa di San Samuele è anticipata da uno dei pochi campi che affacciano sul canale. Di origine seicentesca, è munita di un ben più antico campanile, la cui struttura originaria risale al dodicesimo secolo. Internamente alla chiesetta si trova un crocefisso ligneo attribuito al “più importante pittore veneziano del Trecento”: Paolo Veneziano.

Il Palazzo Loredan “dell’Ambasciatore” prende il suo nome dalla concessione fatta dal doge all’ambasciatore austriaco. La struttura, sviluppata su tre piani, ricalca i tratti del Gotico quattrocentesco. Al primo piano, nella facciata, compare una mirabile loggia quadrifora a sesto acuto.

Prima del Ponte dell’Accademia troverai i palazzi Contarini: il Corfù (Gotico, affreschi settecenteschi all’interno) e quello degli Scrigni (seicentesco, adotta uno stile tipicamente rinascimentale).
In corrispondenza del “nudo” Ponte dell’Accademia si effettua uno scalo, occasione d’oro per ammirare il cosiddetto “Ponte della Carità”, che collega la chiesa di Santa Maria della Carità con quella di San Vidal.
Sotto al Ponte vi sono le Gallerie dell’Accademia, il museo custode delle opere di Tiziano, Giorgione, Tintoretto, Carpaccio, Bellini… Risiedono nel complesso di Santa Maria della Carità.

La Chiesa di San Vidal, custode della “Gloria di San Vitale”, opera del Carpaccio, risale al Settecento.
Nel sestriere Dorsoduro è collocato Palazzo Brandolin Rota, strutturato originariamente in soli due piani, ma portato a tre nel XVII secolo.

Il Palazzo Contarini dal Zaffo è facilmente identificabile dalle elementari decorazioni di forma circolare che personalizzano la ricca facciata, vero capolavoro.
Dal lato opposto si ammira il Palazzo Cavalli Franchetti, un chiaro esempio di stile neogotico veneziano, con un caldo colorito arancio. Ospita le manifestazioni culturali dell’istituto di scienze, Lettere ed Arti.

Palazzo Barbaro e Barbaro Curtis sono collocati immediatamente in seguito al palazzo 37; la lo storia risale alla prima metà del Quattrocento. In questi palazzi ha soggiornato lo scrittore Henry James.

Palazzo Corner della Ca’ Granda è oggi sede di provincia e prefettura. Ha tutti i tratti salienti del Rinascimento, infatti risale proprio a questo periodo storico. L’imponente struttura gode di un mirabile effetto di chiaroscuro, un’attenzione tonale caratteristica della pittura manierista veneta. Il palazzo fa ombra alla più minuta Casina delle Rose, riconoscibile dal colore roseo.
Sul lato opposto, la Ca’ Venier dei Leoni risalta per la sua forma inconsueta: è strutturata su un unico piano, con un terrazzo panoramico sul Canalasso. Secondo la tradizione popolare, la casa sarebbe rimasta incompiuta a causa delle pressioni esercitate dalla potente famiglia Granda, poiché temeva di perdere la vista sul canale.
La “maledetta” Ca’ Dario, che sembra portare molta sfortuna ai proprietari (innumerevoli morti e suicidi). Gabriele d’Annunzio definì la villa come “Una vecchia cortigiana decrepita piegata sotto la pompa dei suoi monili”. L’edificio compare in un dipinto di Monet.
Palazzo Pisani Gritti anticipa di qualche metro un altro scalo del vaporetto. Antico edificio trecentesco, è stato poi modificato nel corso del Cinquecento. Sulla facciata del palazzo furono realizzati degli affreschi da Giorgione, ma di questi oggi non v’è traccia.
Il Palazzo Genovese precede di qualche metro la Chiesa di Santa Maria della Salute ed è riconoscibile per il rossiccio dei mattoni della facciata. È stato realizzato nel tardo Ottocento, con la funzione di residenza veneziana dei Genovese. I progettisti hanno voluto ricalcare lo stile neogotico veneziano.
Prima della Basilica di Santa Maria troverai la Chiesa di San Gregorio, che emerge sull’omonima piazza (o campo). La sua origine si perde nell’antichità medievale, anche se pensiamo possa essere attribuita al nono secolo. La forma attuale è dovuta al restauro del Quattrocento. Fra i tratti salienti segnaliamo il grande rosone sulla facciata, le tre absidi sul retro, gli affreschi interni ed i soffitti a capriate.
Segue Palazzo Ferro Fini, poco distante. La sua facciata è asimmetrica: anticamente si trattava di sue palazzi distinti, uniti in seguito all’acquisizione di entrambi dall’avvocato Tommaso Flangini (1638).

La stretta Palazzina Contarini Fasan si sviluppa su tre livelli (due piani), e stranamente è più alto che largo. Secondo la tradizione, è la casa di Desdemona, personaggio dell’Otello.
Uno scalo consente la discesa proprio davanti alla Basilica di Santa Maria della Salute, edificio altamente simbolico per la città, realizzato nel cuore del Seicento in uno sfarzoso stile Barocco. Risiede in Punta della Dogana. I suoi campanili e le sue cupole risaltano nel panorama veneziando, caratterizzandolo all’inverosimile… consigliare una foto sarebbe inutile! Nella facciata risiedono le statue dei Santi Marco, Matteo, Luca e Giovanni, incastonati in un alone di decori e ornamenti che solo il Barocco veneziano sa rendere. Gli ambienti interni sono custodi di opere Tiziano, pittore innovatore e poliedrico.

La sottile punta triangolare, chiamata “Punta della Dogana”, sancisce la fine di una sponda del canale. All’estremità è collocata una pala d’oro sovrastata da Occasio.
Sei finalmente giunto al temine del tuo viaggio: eccoti in Piazza San Marco, una delle meraviglie d’Italia. È il cuore della città lagunare ed è composta da tre settori: la Piazza vera e propria, la

Piazzetta San Marco e la Piazzetta dei Leoncini, quest’ultima a lato della Basilica. Tra le maggiori perle racchiuse nella piazza, senza dubbio meritano menzione: l’eclettica Basilica di San Marco, il Caffè Florian, la Torre dell’Orologio, le imponenti Procuratie, il Palazzo Ducale… tutto da scoprire immersi nello stupore. Gli amanti dell’arte potranno visitare il Museo Correr, custode delle opere del Bellini e del Carpaccio.

Cosa visitare

Cosa vedere a Bibione e dintorni:

  • Ti consiglio la visita dei siti romani di Concordia Sagittaria ed Aquileia
  • Da vedere anche il Parco Naturale Valgrande e il Parco Naturale della Foce del Tagliamento.

Vaporetti veneziani

Il mezzo di spostamento ideale, il vaporetto, non poteva non essere descritto: su di esso passerai parecchio tempo durante le tue vacanze veneziane.
Si tratta di un’imbarcazione del trasporto pubblico lunga 24 metri e larga 4, con una capacità di carico di oltre 200 passeggeri. Nonostante il nome “vaporetto” faccia pensare all’impiego di una propulsione a vapore, oggi sono impiegati motori a gasolio… il nome deriva infatti dai primi vaporetti, che funzionavano realmente a vapore: il primo di questi fu varato nel 1881.

Come arrivare a Venezia

Il punto di partenza dell’itinerario è raggiungibile comodamente in auto, treno o aereo.
In auto: attraversa il Ponte della Libertà e parcheggia all’Isola del Tronchetto o nel Piazzale Roma (non puoi più proseguire col mezzo). I costi giornalieri per parcheggiare l’auto sono piuttosto elevati: i più parsimoniosi possono lasciare la macchina a Mestre e raggiungere il capoluogo con i mezzi pubblici.
In treno: scendi a Venezia Santa Lucia, sita all’estremo ovest di Canal Grande.
In aereo: l’aeroporto di Marco Polo è collocato poco a nord dal cuore turistico della città. Il collegamento col centro è garantito dagli autobus di linea.

Dove dormire a Venezia



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