Visitare la valle del Gran San Bernardo cosa vedere guida turistica

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Immergiti nell’atmosfera della Valle del Gran San Bernardo

Valle del Gran San Bernardo

La Valle del Gran San Bernardo, detta anche della Comba Freide, è formata da un bacino idrografico ampio e caratterizzato da due importanti corsi d’acqua: l’Artanavaz e il Buthier, torrenti che, dopo aver disceso gole strette ed incassate, si uniscono a Gignod dove formano il torrente Butbier di Valpelline. che si getta a sua volta nella Dora ad Aosta.

Nel vallone di Artanavaz vi sono diversi comuni: il primo che incontriamo risalendo con la statale 27 è Gignod (988 m), con la Torre, unico resto di fortificazioni dell’XI sec., la parrocchiale di Sant’Ilario.
Nel piazzale del paese si tiene l’annuale fète du Teteun, un convegno gastronomico basato su una specialità locale: la mammella di mucca tenuta per un certo tempo sotto sale e spezie, servita affettata.

Poco oltre si diparte la strada che conduce ad Allein (1190 m), già nota per i lavori in legno intagliato (Allein è la romana Ad Lignum).
Già nota ai Romani per essere sulla via della Svizzera, a 1270 m appare Etroubles. Questo villaggio segna l’inizio della comba (vallone) di Bosses, che si apre fra foreste di conifere e declivi prativi. ed è noto per la produzione dello squisito “jambon de Bosses” (prosciutto crudo).

Oltre Saint-Oyen (interessante il castello “Chàteau Verdun”), Saint-Rhemy-En-Bosses (1519 m) è un abitato di antiche origini romane, la cui economia è sempre stata legata al vicino valico, oggi frequentata località di soggiorno estivo, che vive anche di attività silvo-pastorali (rinomata la fontina).
In tutta la valle è famoso il Carnevale della Coumba Freide, celebrato con caratteristici costumi di velluto, specchi e campanelli, arricchiti da decorazioni di pizzo e lustrini.
La leggenda popolare vuole che la caratteristica foggia a “redingote” sia nata dopo il passaggio di Napoleone al Colle del Gran San Bernardo, in occasione della campagna d’Italia degli inizi dell’Ottocento.

Da Saint-Rhémy-en-Bosses a Saint-Oyen si possono raggiungere rispettivamente le stazioni di sport invernali di Crevacol e di Flassin, modernamente attrezzate.
Attraverso una gola boscosa, la statale conduce al “Gran Colle”, il passo del Gran San Bernardo, dominato dalla statua del santo, patrono degli alpinisti.
Nei pressi vi sono i resti di alcune costruzioni di età romana, raggiunte dalla strada antica intagliata nella viva roccia.

Più avanti si costegga il lago e si giunge all’Ospizio, in territorio svizzero.
Esso fu costruito nel 1050 dall’arcidiacono della cattedrale di Aosta accorso per liberare il passo dalle bande dei Saraceni.
Attualmente è affidato ai Canonici Regolari di Sant’Agostino (gli sessi della Collegiata di Sant’Orso).
I famosi cani San Bernardo, un tempo addestrati per essere impiegati nei soccorsi antivalanga, sono tuttora allevati dai monaci.
Nell’Ospizio è ordinato un interessante museo ed ha sede una ricca Biblioteca.

La Valpelline

La vallata opposta è quella di Valpelline, con la diramazione del vallone di Ollomont; vasti pascoli favoriscono l’allevamento bovino.

Superata Roisan, una deviazione porta a Doues (1176 m); proseguendo si incontra, a 960 m, Valpelline, prima dei signori di Quart e poi dei Savoia.
L’ultima domenica di luglio vi si svolge la sagra della ‘Seupa a la Vapelenentse’, specialità gastronomica a base di pane raffermo, brodo e fontina.

Addentrandoci ancora nel vallone incontriamo Oyace (1377 m), con la parrocchiale di San Michele e la torre ottagonale trecentesca della Tornalla, costruita sui resti di un fortilizio saraceno del X sec.

A 1606 m s.l.m. si erge Bionaz, il cui nome significa betulla.
Questo centro è vicino alla diga di Place Moulin, alta 140 m e lunga 650 m, che ha originato un bellissimo lago artificiale.

Dal villaggio di Valpelline si accede ad Ollomont, sintesi della realtà socio-economica valdostana: agricoltura, sfruttamento del bosco, allevamento del bestiame (burro, fontina), artigianato artistico del legno e un contenuto sviluppo turistico.
L’abitato è dominato dalla parrocchiale di Sant’Agostino costruita nel 1775.
Interessanti le escursioni nella verde e pittoresca conca di By, dove si svolge annualmente un’accesa“Bataille de Reines”.

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