Visitare i Templi della Sicilia cosa vedere guida turistica

Cosa vedere nei Templi della Sicilia: consigli informazioni idee per visitare i Templi della Sicilia.

Immergiti nell’atmosfera dei Templi della Sicilia

Templi della Sicilia

L’Antica Grecia si trova a Selinunte, Segesta, Agrigento, Mozia, Piazza Armerina, Morgantina, Tindari, Taormina

Templi straordinariamente salvaguardati, maestosi anfiteatri e intere acropoli dove hanno lasciato segni del loro passaggio le più influenti civiltà del Mediterraneo: i Greci, i Fenici e gli antichi Romani …
Si riflettono nel mare come tante sentinelle di pietra, oppure tagliano l’orizzonte dall’alto di colline morbide e ondulate di terra dura e brulla.
Sono i templi di Sicilia.
Sono gli incanti fenici, greci, romani, rovine di battaglie e inni alla grandezza dei remoti dominatori.

Il tragitto di questa guida percorre 650 chilometri fra baie, scorci, vigneti e pietre che hanno fatto la storia della Sicilia.

Segesta

Quelle di Segesta (in provincia di Trapani), città stato, trincerata sul monte Barbaro, fondata dagli Elimi e abitata fin dal IV secolo a.C., trovano la loro massima espressione in due monumenti: il tempio in stile dorico e il teatro ellenistico.
Di stile purissimo il primo, edificato nel 460 a.C. fuori dall’acropoli; il secondo in parte scavato e in parte costruito sulla roccia.
Una mezzaluna di 63 metri di diametro, dotata di un’acustica insuperabile per ospitare, a distanza di oltre 2.000 anni, tragedie e spettacoli classici (in estate, fra luglio e agosto).

Mozia

Se Segesta domina dall’alto, Mozia (in provincia di Trapani) galleggia sull’acqua.

L’isola, al centro di una laguna oggi riserva naturale, intorno all’VIII secolo a.C. era uno dei più importanti centri fenici siciliani, quando nel 397 a.C. venne annientata dall’esercito greco. Molti moziesi vennero uccisi, i più fortunati sfuggirono all’eccidio e si trasferirono sulla costa dove fondarono Lilybaeum, l’attuale Marsala. Dell’antica Mozia sono rimaste case, mosaici, porte, l’area dei sacrifici umani, la necropoli, tratti di mura, la strada lastricata e un museo, nato tanti secoli più tardi grazie all’archeologo che l’ha scoperta e riportata alla luce: Joseph Whitaker.

Selinunte

Anche Selinunte (sempre in provincia di Trapani), l’area archeologica più vasta in Europa, custodisce molte tracce del suo antico passato.
Nei 270 ettari di parco si possono visitare: l’acropoli con 5 templi e le fortificazioni; i 3 templi della collina orientale; il santuario della Molophoros; le necropoli.

Valle dei Templi di Agrigento

Per il sito successivo, la Valle dei Templi di Agrigento, si può scegliere fra la visita di giorno o di notte. La prima è libera, la seconda guidata, al chiaro di Luna, quando i templi, dichiarati patrimonio culturale dell’umanità dall’Unesco, appaiono ancora più belli.
Ma a rendere unica l’area, ancora più degli effetti speciali ci ha pensato la storia: fondata probabilmente nel 582 a.C., è stata una delle più autorevoli colonie greche della Sicilia.
Conserva 10 templi, 3 santuari, 3 basiliche paleocristiane. Architetture di tufo sullo sfondo del mare, che però si nasconde poco dopo, quando si prende la strada per Piazza Armerina.

Piazza Armerina

Piazza Armerina, una ricchezza tutta italiana in provincia di Enna, aperta in modo saltuario a causa dei restauri ancora in corso.
Qui il gioiello assoluto è la Villa Romana del Casale (villaromanadelcasale.it), con i suoi famosi mosaici creati fra il III e il IV secolo: scene di caccia, di Orfeo, del dio Ercole, in un complesso architettonico di decine di stanze con tanto di complesso termale e, in un’alcova, la scena erotica di due amanti, seminudi e abbracciati. e quello “scandaloso” con le donne in bikini che, in realtà, sono ginnaste.

Morgantina

Nella vicina Morgantina (in provincia di Enna), antica città greca, meta archeologica non ancora apprezzata dal grande pubblico rispetto alle altre, ma decisamente da non perdere.
Vi sono l’acropoli nell’agorà, l’area sacra, i templi, il teatro, la stoà, e il museo archeologico di Aidone.
Manca solo la Venere di Morgantina, statua capolavoro conservata al Paul Getty Museum di Malibù, in California, che dovrebbe tornare a casa nel 2011, mentre da poco è tornato il tesoro degli argenti di Morgantina, restituito dal Metropolitan Museum di New York.

Ortigia

A Ortigia, l’isola che ospita il centro storico di Siracusa, si trova il Parco archeologico della Neapolis, con il teatro greco del V secolo a.C..
Bellissime le Latomie, le antiche cave di pietra; fiabesca la grotta artificiale l’Orecchio di Dionisio e l’anfiteatro romano del II-IV secolo.
Un altro teatro, quello greco-romano di Taormina (in provincia di Messina), sulla costa nord orientale, in estate si trasforma nel palcoscenico del Festival Taormina Arte. Da lì si gode una vista unica sul mare, sul vulcano e sulla città.

Tindari

Eccezionale anche il sito di Tindari (in provincia di Messina), posto su un promontorio roccioso che guarda sul Tirreno con le Eolie davanti.
L’antica Tyndaris, risalente al IV secolo a.C. conserva il teatro, la basilica, l’insula romana con le terme ed un santuario, riedificato di recente sui resti di una chiesa del ‘500, che custodisce una madonna nera, in legno di cedro, di epoca bizantina, che attira migliaia di pellegrini.Risorse utili

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