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Cosa vedere a Castel Gandolfo: consigli informazioni e idee per visitare Castel Gandolfo fare una vacanza nel Lazio.

Immergiti nell’atmosfera di Castel Gandolfo

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Ville e Palazzo Pontificio, il borgo dei papi sulle sponde del Lago Albano

Ristrutturata nel Quattrocento, la basilica assume la sua forma attuale solo nel 1626
Dal XVII Castel Gandolfo, borgo laziale sito all’interno dell’area naturale protetta dei Castelli Romani, ospita il papa durante le sue villeggiature estive. Le residenze pontificie comprendono un palazzo, due ville e degli estesi, curati e raffinati giardini.
Le dimore risiedono su una rocca che domina la conca vulcanica del Lago di Albano, offrendo aria pura e panorami fantastici. La località dista solo 40 chilometri da Roma, per questo ne è consigliata la visita come completamento delle vostre vacanze romane, affiancando al ricordo dell’imponenza della capitale una gita tra il verde dei boschi ed il blu del lago.

Il borgo

Il borgo giace su un rilievo che si erige per 400 metri di altezza sulle sponde del Lago Albano, nel terreno che in antichità fu sede di Alba Longa, la città madre dei Latini.
In seguito i Romani ebbero modo di apprezzare il clima mite e la posizione panoramica sui boschi, sul lago e sul mare, infatti già in età repubblicana iniziò l’edificazione di ville patrizie, costruzioni che culminarono con la realizzazione della villa di Domiziano, del I secolo dopo Cristo.
Oggi il borgo si presenta con una forma allungata e verticale, che ricopre tutta l’altura con edifici e giardini.

La località si trova fra i Colli Albani e le pianure dell’Agro Romano, con vista panoramica che spazia dalle località di Marino e Tuscolo, passando per i monti di Tivoli, Ardea, il mare, Riccia, il Lago Albano e l’incantevole campagna romana.
Nel borgo si gode di un clima fresco in primavera ed autunno, ventilato in estate e mite in inverno; rendendo una visita a Castel Gandolfo possibile in qualsiasi stagione.
Papa Benedetto XVI ha dichiarato:”Qui trovo tutto, montagna, lago e vedo persino il mare, una bella chiesa con la facciata rinnovata, e gente buona”.

Ville Pontifice

Le Ville Pontificie occupano un’estensione di 55 ettari a Castel Gandolfo, in zona extraterritoriale appartenente al Vaticano dalla fine del Cinquecento, acquisita per via di un debito mai onorato da parte dei Savelli.
Allo Stato Pontificio non rimaneva che costruire un secondo vaticano in campagna, abbellendo ed edificando le prime ville in questa tenuta. Gli elementi architettonici che compongono le Ville Pontificie sono localizzati su un vasto territorio che gode di extraterritorialità, e sono un complesso composto da tre elementi:

  • I Giardini del Moro, che formano il cuore originario della villa.
  • Il Palazzo Cybo, fatta costruire dall’omonimo cardinale Camillo.
  • La Villa Barberini, con grandi giardini all’italiana che racchiudono buona parte dei resti archeologici del complesso di Domiziano.

  • Il Palazzo Pontificio, la residenza papale estiva occupata sin da papa Urbano VIII. Con la sua austera eleganza domina il cuore del borgo.

Il pontefice che fino ad oggi ha soggiornato di più a Castel Gandolfo è stato Wojtyla, papa Giovanni Paolo II. La sua permanenza in queste fantastiche residenze si può quantificare il 5 anni e 16 giorni.

Itinerario a Castel Gandolfo

L’itinerario consigliato è un viaggio completo fra tutte le meraviglie del paese, percorrendolo in tutta la sua lunghezza da Nord a Sud.

  1. Si parte dal Palazzo Pontificio, la punta a nord del borgo. Voluto da papa Barberini nel XVII secolo, è stato interamente progettato da Carlo Moderno, che durante la realizzazioneha previsto l’incorporamento del castello medievale della nobile famiglia dei Gandolfi. Il completamento dell’opera avvenne sotto papa Chigi, nella seconda metà del Seicento, che ingaggiò il Bernini, il quale realizzò un’ala verso il Lago Albano ed una nuova facciata. A partire dagli anni trenta del Novecento, l’edificio ospita l’osservatorio astronomico del Vaticano, detto “Specola Vaticana”.
  2. Antistante il Palazzo Pontificio, la Piazza della Libertà, anch’essa concepita dal Bernini. Si trova nel punto più alto dell’altura ed è il vero cuore del paese, circondata dal municipio, dalla Chiesa di San Tommaso e da numerosi palazzi storici. Inoltre vi sono una fontana, la farmacia e diversi bar.
  3. La Chiesa di San Tommaso da Villanova, realizzata su progetto di Gian Lorenzo Bernini ed immediatamente riconoscibile per la sua splendida cupola. All’interno di questa chiesa a pianta quadrata sono custoditi la Crocifissione di Pietro da Cortona e gli stucchi di Antonio Raggi.
  4. In mezzo al verde e staccata dal nucleo centrale, Villa Cybo è sita ad ovest del borgo, in mezzo al verde dei suoi giardini. È stata acquistata nel Settecento da papa Clemente XIV, col fine di ampliare il verde della tenuta.
  5. La Villa Barberini risale al Seicento: il nipote di papa Urbano VIII volle una residenza sopra ai terrazzamenti della villa dell’imperatore romano Tito Flavio Domiziano.
  6. A sud della suddetta villa è sito il Viale dei Lecci, voluto da Pio XI e realizzato negli anni trenta. Porta successivo al Giardino della Magnolia.
  7. Il Giardino della Magnolia è un gradevole parco, che a sua volta si congiunge con i Giardini del Belvedere.
  8. L’antico Criptoportico romano, appartenente ai resti della Villa di Domiziano. La lunghezza di questo passaggio coperto si aggira attorno ai 120 metri e la sua larghezza sugli 8. A nord del portico è stata posizionata una statua di Polifemo, proveniente dal Ninfeo del Bergantino, sito sulle sponde dell’Albano.
  9. I magnifici Giardini del Belvedere, affiancati al porticato romano. La loro estensione è notevole, così come la loro cura. Offrono scorci fantastici sul paesaggio sottostante. La prospettiva è racchiusa dalla statua della Baccante.
  10. A ovest del Belvedere trova spazio il Giardino Inglese, occupante un terrazzamento sottostante.
  11. A sud di tutti questi giardini che si estendono sul colle panoramico, troviamo la graziosa Piazza Quadrata, che ospita il monumento equestre dedicato a Settimio Severo.

La storia di Castel Gandolfo

I primi insediamenti della storia umana a Castel Gandolfo ci giungono dal neolitico, anche se gli insediamenti massicci arrivarono con l’avvento dei Latini, che fondarono la leggendaria Alba Longa.
Si dice che la città fosse stata costruita proprio nel luogo dove oggi risiede il paese di Castel Gandolfo.

La città venne integralmente distrutta dai Romani di Tullio Ostilio, nel VII secolo avanti Cristo.
Nel lungo periodo di dominazione romana, sorsero come funghi delle imponenti ville rustiche della potente aristocrazia di Roma.

Nel 52 avanti Cristo, proprio davanti ad una di queste ville, fu ucciso il tribuno della plebe Publio Clodio Pulcro, durante il combattimento di Bovillae.

La residenza più maestosa fu senz’altro quella imperiale di Domiziano: era collocata su tre terrazzamenti, per un’estensione totale di circa 10 chilometri quadrati. Comprendeva cisterne e ninfei, un circo, un teatro vasti giardini ed un santuario in onore di Minerva.

Nel IV secolo il territorio fu integralmente donato da Costantino il Grande alla cattedrale di San Giovanni Battista. Nel VIII secolo si istituirono i “Patrimonia”, dei latifondi gestiti direttamente dall’alto clero, fra i quali era incluso Castel Gandolfo (“Patrimonium Appiae”).

La prima citazione del borgo avvenne nell’anno 846, quando l’imperatore del Sacro Romano Impero afferma di possedere una villa in questo territorio. Nel 1221 il territorio passa sotto il controllo dei Savelli, famiglia molto legata alla Chiesa di Roma.

Alla fine del XIV secolo il castello era in mano della signoria dei Capizucchi, ma già nel 1436 i Savelli erano tornati a gestire il feudo. In questa data subirono l’assedio delle truppe del papa, che espugnarono il forte e distrussero i piccoli feudi limitrofi. Qualche anno più tardi l’autorità papale restituì ai Savelli questi possedimenti.

Nel 1604 papa Clemente VIII incluse Castel Gandolfo nei possedimenti della Santa Sede, strappandolo definitivamente alla famiglia Savelli, ormai in declino.
Nella prima metà del Seicento si tennero fondamentali lavori nella tenuta: dalla bonifica del Laghetto di Turno con la conduttura nel castello delle acque provenienti dalle alture alla realizzazione del convento francescano. In questo periodo il papa soggiornò per la prima volta nel suo nuovo e ristrutturato possedimento.
Nella seconda metà del secolo venne realizzata la strada che costeggia il lago, collegando il borgo a Palazzolo. Inoltre si ristrutturò il Palazzo Pontificio e si realizzò la Collegiata di San Tommaso, su progetti del Bernini.

Nel 1798 la località venne occupata dai francesi e si innescarono, poco dopo, i primi moti controrivoluzionari, che furono soppressi da Gioacchino Murat. In seguito il dominio del borgo tornò al papa, che lo mantenne sino alla “Breccia di Porta Pia”, dopo la quale non tornò più a Castel Gandolfo fino alla pubblicazione dei Patti Lateranensi.

Il collocamento dell’osservatorio astronomico pontificio all’interno del Palazzo avvenne nel 1933.

Durante la guerra l’area dei Castelli Romani divenne centro dei violentissimi scontri fra nazisti e anglo-americani. Durante i bombardamenti degli alleati, le Ville Pontificie accolsero 12 mila civili.


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