Il Parco del Vesuvio

Escursione sul vulcano che che domina il Golfo di Napoli

Guarda il video Parco Nazionale del Vesuvio:

Il Vesuvio è un vulcano attorniato dal parco nazionale omonimo, la cui visita parte dalle pendici boscose e giunge fino al cratere, dal quale si gode di una vista unica su Monte Faito e Penisola Sorrentina, mentre guardando verso il mare si gode della vista di tutto il Golfo di Napoli con le isole di Capri, Procida e Ischia. Guardando a nord-ovest si assiste a splendidi tramonti sui Campi Flegrei.

FORTI EMOZIONI RAGGIUNGENDO IL CRATERE
La salita delle pendici del Vesuvio riserva agli scalatori emozioni contrastanti: da una parte si ha il rilassante blu del mare del Golfo, con Napoli, Torre Annunziata e Torre del Greco; dall’altra parte si pensa alla storia del vulcano, che è stato in grado di cancellare Pompei ed Ercolano nel 79 dopo Cristo, sommergendole in un mare di detriti vulcanici.
Quando si sale il vulcano si gioca un po’ ad auto-convincersi che “proprio nel giorno in cui salgo io non potrà esserci un’eruzione… o almeno è altamente improbabile”. Una volta arrivati in prossimità dell’enorme cratere si ha un certa soddisfazione, per aver compiuto una scalata che, nonostante sia molto più “dolce” di quelle alpine, sa regalare altrettante se non maggiori soddisfazioni.
Il Parco del Vesuvio offre ben nove itinerari turistici, che approfondiremo in seguito. Uno di questi itinerari consente di girare a 360° proprio intorno al cratere: il contatto col paesaggio lunare, che prende il sopravvento mano a mano che si sale, è contrastato dalle sconfinate vedute su mare, verde del parco e napoletano.
La salita più classica verso il doppio cratere parte dal piazzale del parcheggio, a 1000 metri di altezza.

IL COMPLESSO VULCANICO SOMMA-VESUVIO
Quello del Somma-Vesuvio è uno dei complessi vulcanici più conosciuti e studiati, sia per la sua alta rilevanza turistica che per i particolari prodotti delle sue violente eruzioni. È composto dal Vesuvio e dalla catena del Monte Somma, che cinge il vulcano a nord-est, lasciando aperto il panorama sul golfo. Il monte era il vecchio edificio vulcanico, che è stato rimpiazzato dall’attuale nell’epocale eruzione del 79 dopo Cristo.
Il Vesuvio è un vulcano esplosivo attivo con una tipica conformazione a recinto, quiescente dall’eruzione del 1944. ha una circonferenza di base che misura una ventina di chilometri ed un’altezza di 1281 metri che gli consente di svettare incontrastato nella piana che lo circonda.
Il parco è caratterizzato dalla variegata presenza di specie floro-faunistiche, nonostante la sua limitata estensione: si contano oltre 600 specie vegetali (licheni, valeriane, ginestre…) e 230 specie animali. Più si sale di quota e più ci si imbatte in piante erbacee molto rare, facenti parte di una vegetazione primitiva fatta da licheni ed erbe.

SENTIERI UFFICIALI: 9 ITINERARI
I nove sentieri ufficiali all’interno del Parco del Vesuvio sono stati messi in sicurezza e vengono ben segnalati con indicazioni facili e precise. Offrono la possibilità di compiere camminate per oltre 54 chilometri e la lunghezza andata-ritorno del percorso è ben segnalata. I tracciati sono percorribili liberamente, ad eccezione del 3, 4, 5 e 6, per i quali c’è la necessita di avvertire telefonicamente il personale del parco, che provvede ad autorizzare i turisti aprendo i cancelli del meraviglioso parco. Le escursioni sono tutte gratuite ad eccezione del percorso numero 5.
I nove sentieri disponibili nel parco:

  • Itinerario 1: Valle dell’Inferno: si parte da Ottaviano, nella Valle delle Delizie, raggiungendo i 965 metri, dopo un lungo tragitto abbastanza impegnativo, probabilmente il più adatto per le persone allenate. Si attraversano le tre fasce di vegetazione. La passeggiata è una delle meno battute, nonostante sappia offrire nell’insieme una splendida visione globale del vulcano, dalla quale emerge in particolare la sua imponenza.

  • Itinerario 2: Lungo i Cognoli di Ottaviano, percorso di 8 chilometri che supera i 1100 metri di quota. Il punto di partenza coincide con quello del percorso 1. Il sentiero inizia in elevata pendenza, all’interno di una pineta. Si prosegue per circa mezzo chilometro fino a raggiungere il tratto sterrato, iniziando un percorso ad anello. Il sentiero 2 offre l’immersione in un bosco misto, in una pineta ed in mezzo agli arbusti di ginestra. I panorami sono garantiti anche in questo contesto.

  • Itinerario 3: Monte Somma: con partenza nella Via San Vito di Ercolano, l’itinerario ci porta sugli alti pendii del monte somma, facendoci compiere un giro intorno alla vetta. Un mix di vie panoramiche, zone boschive, tesori geologici ed ingegneria naturalistica.

  • Itinerario 4: Riserva Forestale Tirone: itinerario fra la vetta del Vesuvio ed il Mare Tirreno. La via si rivela facilmente percorribile, non dovendo affrontare dislivelli importanti. Il percorso si snoda tra lecci e pini, con l’alternanza di tratti ombrosi all’interno del bosco e tratti aperti e panoramici.

  • Itinerario 5: Il Gran Cono, sentiero che parte ad Ercolano ed offre ai camminatori diversi tornanti con panorami mozzafiato: una salita di 4 chilometri attorno al cratere del Vesuvio, con la bocca del vulcano visibile in differenti affacci. Si giunge infine al cratere Gran Cono, sito a 1170 metri di quota.

  • Itinerario 6: La Strada Matrone, un lungo cammino di circa 7 chilometri, raggiungendo una quota massima di 1050 metri. Si parte a Boscotrecase, iniziando a percorrere uno dei sentieri più panoramici lungo l’ascesa al Gran Cono del Vesuvio. Si incontrano pinete, macchie di ginestra, bocche laviche. La difficoltà è abbastanza impegnativa, anche per questo il percorso è uno dei meno battuti.

  • Itinerario 7: Vallone della Profica, con partenza in Via Zabatta a San Giuseppe Vesuviano. Si tratta di un facile itinerario della lunghezza di circa 2 chilometri, sul versante orientale del monte Somma, la spalla del vulcano. È un viaggio in mezzo al verde ed ai frutti della terra vesuviana: coltivazioni di pomodorini, fichi, peschi, pruni, ciliegi, vigneti, noccioleti e sporadici castagni. Altro elemento notevole, l’avifauna vesuviana cattura l’attenzione dei turisti più fortunati, che si imbattono nella sterpazzolina, nel gruccione, nel luì piccolo, nel picchio muratore.

  • Itinerario 8: Trenino a Cremagliera: tratto di 1,2 km che raggiunge i 520 metri sul livello del mare, per una durata di 2 ore e 30 minuti fra andata e ritorno, per un cammino fra campi coltivati, colate laviche e blocchi lavici di grandi dimensioni, fitti boschi e gole profonde. La partenza è a San Sebastiano, in Via Fellapane.

  • Itinerario 9: Il Fiume di Lava è l’ultimo itinerario disponibile, il più breve di tutti (sono 700 metri). Nonostante presenti una difficoltà piuttosto bassa, è consigliato procedere in fila indiana. Anche qui siamo immersi in un gradevole bosco misto, con un sottobosco composto da felci, edere, biancospini… inoltre non è raro assistere alla presenza del pungitopo e del sambuco. Durante il cammino ci si imbatte in un pozzo d’epoca borbonica ed in una straordinaria esplosione di essenze mediterranee: si va dall’aglio selvatico all’euforbia. Più avanti la macchia mediterranea diventa abbondantemente colorata da ginestre, valeriane, carote selvatiche. La partenza è in Via San Vito, ad Ercolano, sul versante ovest del parco.

ERUZIONE DEL 79: I RESTI DI POMPEI
Quella del 79 dopo Cristo è stata la principale eruzione del Vesuvio che la storia ci ha testimoniato. Secondo i recenti ritrovamenti (mosto sigillato in fase d’invecchiamento) sarebbe avvenuta verso la fine di ottobre.
Le ceneri dell’eruzione seppellirono Ercolano, Pompei e Stabia, oltre ad alcuni paesi minori. Le ceneri mortali hanno avvolto gli abitanti di queste città, restituendoli al futuro in posizione di morte.
La maggiore testimonianza di ciò che avvenne i quei giorni ci è giunta da Plinio il Giovane: quando avvenne il fenomeno, Plinio si trovava a Miseno con il suo nucleo familiare, al posto di comando della flotta romana. Ci ha descritto una nube densa, a forma di pino, caratterizzata da zone più chiare e zone più scure.
Suo zio, Plinio il Vecchio, approdò a Stabia per osservare da vicino la mastodontica eruzione e per aiutare la famiglia di un amico. Anche questa località fu raggiunta dalle esalazioni sulfuree, che causarono la morte di Plinio il Vecchio.
Dopo il violentissimo e letale evento, il Vesuvio cambio radicalmente il suo aspetto, assumendo una cima tronco-conica anziché piatta. L’inconcepibile spinta del materiale eruttato ha sfondato il vecchio cratere per ¾: si sta parlando di quello che ora è il Monte Somma.