Escursione alla Costa dei Trabocchi a Fossacesia

Cosa vedere alla Costa dei Trabocchi: consigli informazioni e idee per visitare la Costa dei Trabocchi a Fossacesia.

Escursione a piedi nella Costa dei Trabocchi, nei pressi di Fossacesia

In questo itinerario scopriremo “quella catena di promontori e golfi lunati” che compaiono spesso nelle opere di Gabriele d’Annunzio, che non tradì mai l’amore per la terra abruzzese, nonostante l’indole avventuriera e vagabonda.

Nel nostro cammino seguiamo i rimandi tratti da “Il trionfo della morte”, romanzo psicologico dannunziano del 1894, che è ambientato proprio in un anfratto del litorale che va da San Vito a Fossacesia.

Il percorso si snoda nei paraggi di quest’ultima località, piccolo paese di 6 mila anime, oggi famoso per la bellezza della sua costa, fregiata della Bandiera Blu.

La Costa dei Trabocchi è un susseguirsi di campi ordinati, il cui rigore è spezzato dalla spontanea macchia mediterranea, che riesce ancora a prendere il sopravvento nella modellazione del paesaggio.
Questa caratteristica consente di ammirare intatti i luoghi dell’ispirazione del Vate, luoghi ormai definitivamente mutati in quel di Pescara, la sua città natale. Abbiamo quindi scelto di spostare la nostra attenzione sull’area costiera 35 chilometri a sud della provincia.



LA COSTA DEI TRABOCCHI

La Costa dei Trabocchi è un lungo tratto (6 km) della costa abruzzese, così chiamato per la caratteristica presenza delle storiche macchine da pesca in legno, costruite sul mare con palafitte ed impalcature.

Il litorale si presenta molto variegato e mutevole nell’aspetto: a tratti è presente una spiaggia bassa e sabbiosa, in altre zone vi è una spiaggia di tipo ciottoloso ed in altri casi la costa assume una forma alta e rocciosa.

Proprio in un tratto di questo territorio ha luogo il nostro itinerario sulle orme di d’Annunzio, reso vivo dalla presenza di una fauna intatta, che include il topino, il martin pescatore, i cormorani, la ghiandaia marina, il falco di palude, il cavaliere d’Italia… tutti bellissimi volatili, alcuni dei quali ci testimoniano l’influenza balcanica nella fauna del posto.

La conservazione dell’integrità culturale e paesaggistica è l’elemento cardine di questo tratto costiero abruzzese, famoso in tutto il Bel Paese per l’eterogeneità, la bellezza naturalistica e le tradizioni; superstiti al corso di una storia recente che ha radicalmente modificato l’ambiente e la cultura.



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DETTAGLI SULL'ESCURSIONE

La camminata ha una durata stimata di circa 3 ore e copre un dislivello di circa 120 metri. Ti consigliamo di indossare scarpe con suola rigida, in grado di consentirvi un’agevole camminata anche sul tratto della vecchia ferrovia.

Il punto di partenza coincide con l’Abbazia di San Giovanni in Venere, a 500 metri dal mare, in posizione sopraelevata di 107 metri.

Se parti da Pescara puoi raggiungerla imboccando la strada statale 16, che consente anche una sosta per visitare il Promontorio Dannunziano, sostando nel comune di San Vito Chietino.

Partendo dalla città natale di d’Annunzio, il suddetto promontorio raggiunge circa 7 chilometri prima di Fossacesia, meta nella quale risiede il nostro itinerario.

ABBAZIA DI SAN GIOVANNI IN VENERE

Il punto di partenza della camminata è l’Abbazia di San Giovanni in Venere, struttura romanico-gotica del XII secolo. È sita sopra ad una collina, volta a guardare l’Adriatico da posizione dominante.
Il complesso architettonico prende forma dall’unione della basilica con il vicino monastero, anch’esso costruito nel Duecento.

La storia di questi edifici risale all’antichità romana: il nome Venere è ripreso dalla tradizione popolare, che vede un antico tempio dedicato alla dea costruito proprio in corrispondenza della chiesa di San Giovanni.
La prima citazione scritta del complesso risale all’829, ma si ritiene che le vere origini risalgano al VI o VII secolo.

La basilica è composta da tre navate unite da archi ogivali. Il soffitto è in legno. La facciata presenta il cosiddetto “Portale della Luna”, realizzato in marmo e ricchissimo di bassorilievi.
Il campanile è stranamente mozzato e con feritoie, lasciando trasparire l’impiego difensivo che aveva.
Nel lato opposto si trovano tre absidi dal vago gusto arabo, reso in parte dalle decorazioni con archi e bifore.
Internamente alla chiesa troviamo diversi affreschi duecenteschi e alcune colonne di epoca romana.

Il monastero ha origini remote, tuttavia la sua forma attuale ha origine nel Rinascimento.
Ha un bellissimo chiostro interno con giardino, ristru
turato durante le novecentesche operazioni di recupero. Nei paraggi dell’edificio monastico giacevano i campi coltivati dai monaci benedettini.

INIZIAMO IL CAMMINO

Il percorso inizia imboccando una stradina, sita a fianco dell’albergo limitrofo all’abbazia, che scende rapida verso il vallone sottostante.
Il cammino verso la costa è accompagnato da un susseguirsi di un groviglio di macchia mediterranea.

Arrivati in fondo alla strada, ti troverai di fronte ad un sottopassaggio della strada costiera.
Dopo averlo attraversato, la spiaggia apparirà davanti ai tuoi occhi.
Per ammirare meglio il litorale Dannunziano sali sulla massicciata della vecchia ferrovia che segue la costa, proseguendo verso nord in cerca dei due trabocchi, che vedrai spuntare fra le irregolarità della costa.

DUE TRABOCCHI ABRUZZESI

Costruzione costiera caratterizzante delle coste d’Abruzzo, il trabocco è stato impiegato per la prima volta da un gruppo di immigrati ebrei sefarditi.

Siamo nel Seicento quando queste piccole comunità di origine ebraica migrarono in terra abruzzese.

Non sapendo padroneggiare le tecniche di navigazione, si inventarono questa fantastica piattaforma pensile di pesca costiera, collegata alla terraferma da una sottile passerella. Sopra al cuore del trabucco sono posizionate molteplici reti a bilancia, che vengono immerse nell’acqua e sollevate il più rapidamente possibile, nella speranza di catturare qualche pesce.

Il primo “travucco” che incontri lungo l’ex ferrovia è quello sito in corrispondenza della frazione Piane Favano.
Il secondo trabocco è quello di Punta Cavalluccio, risalente al 1873, sopra al quale è stato realizzato un suggestivo ristorante.

Gabriele d’Annunzio, mirando un trabocco, ci scrive di una “macchina” che “pareva vivere d’armonia propria, avere un’aria ed un’effige di corpo d’anima”.

DA PUNTA CAVALLUCCIO VERSO SUD

A Punta Cavalluccio si potrebbe liberamente proseguire lungo la massicciata della ferrovia, ma per non prolungare eccessivamente la durata dell’itinerario abbiamo preferito fare “dietro front”.
Quindi si ripercorre il tratto che ci riporta al sottopassaggio della statale 16, proseguendo ancora fino a giungere alla vecchia stazione di Fossacesia Marina, situata vicino all’inizio del lungomare.
La si attraversa, giungendo sul lungomare e percorrendolo per qualche centinaio di metri, mentre si osserva la lunga spiaggia camminando in un piccolo viale alberato.
Lo si percorre fin quasi alla fine dell’abitato, quando si svolta a sinistra attraversando un piccolo stradello nel quale scorre un torrente in secca.

TORNANDO ALL'ABBAZIA

Dopo averlo attraversato si torna nell’immediato entroterra ed ancora una volta si passa sotto alla statale adriatica, arrivando nei pressi di una casa cantoniera.

Prosegui svoltando a sinistra, iniziando un breve giro in mezzo alla campagna facendo ritorno all’abbazia di San Giovanni. Si affianca per un breve tratto il Podere Filomena, passando per campi di ulivi e viti.

Raggiunta la trafficata via levante, la percorri fino all’incrocio con Via Coste Ospedale, raggiungendo in breve tempo l’abbazia.

Risorse utili:: Ispirato da Bell’italia


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