Area marina protetta di Capo Rizzuto

Un paradiso naturale esteso per 15 mila ettari e 42 chilometri di costa calabrese

L’Area marina protetta di Capo Rizzuto si estende per 15 mila ettari e 42 chilometri di costa ed è la più estesa d’Italia, partendo da Capo Donato e giungendo sino a Barco Vercillo.

Indice:
  1. Video
  2. Perchè visitare la Riserva?
  3. Area marina protetta di Capo Rizzuto
  4. Il territorio
  5. I fondali marini
  6. Fortezza aragonese Le Castella
  7. Torre Brasolo
  8. Tempio Hera Lacinia, Capo Colonna
  9. La spiaggia di Soverato
  10. Scifo: torre e spiaggia
  11. Risorse utili


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PERCHÈ VISITARE LA RISERVA?

Tre sono i principali motivi che possono spingere il turista a visitare la riserva marina di Capo Rizzuto:
La recente lotta all’abusivismo edilizio ha restituito alle coste lo splendore naturalistico originario.
La costa offre una varietà di spiagge senza pari: si va da quelle selvagge ed incontaminate agli affollati lidi balneari attrezzati di tutto il necessario.
L’aeroporto di Sant’Anna di Crotone, sito ad una sola decina di chilometri da Capo Rizzuto.


Area marina protetta di Capo Rizzuto

Offre al turista una varietà paesaggistica costiera che spazia dalle grandi spiagge alle calette appartate, con un mare limpido e terso e fondali ricchi di tesori sommersi, mete molto ambite dai sub. La costa offre un’imprevedibile varietà, passando dalla spiaggia sabbiosa alle scogliere rocciose, per strapiombi sul mare alti fino a 20 metri e spiaggette color corallo celate da inaccessibili insenature. Molte di queste spiagge sono sconosciute alle guide: per scovare questi piccoli angoli di paradiso bisogna munirsi di un po’ di spirito d’avventura… oppure recarsi al porticciolo di Le Castella, nel quale vengono organizzate escursioni turistiche. In questa località si concentrano i maggiori lidi balneari della zona, ma basta spostarsi un po’ ad ovest per ritrovare un’intima tranquillità.
In questa guida turistica troverai utili informazioni turistiche sia sulla natura che sulla storia dell’area naturale, che consigliamo di visitare tra maggio e giugno, per godere della costa in fiore con maggior tranquillità.



IL TERRITORIO

Il parco naturale marino ha un’estensione enorme, ed è proprio questa sua grandezza ad offrire un territorio costiero variegato, popolato da flora e fauna mediterranee ed intatte.
Il territorio comprende la bellezza di otto promontori ed è esteso per un centinaio di metri oltre la costa. L’area è divisa in due macro-zone:
Riserva integrale, sita in due punti: nei pressi di Capo Colonna e Capo Cimiti. Questa tipologia di riserva è regolamentata da norme poco permissive. Sono consentite le visite dei turisti, accompagnati da guide.
Riserva generale, estesa lungo una trentina di chilometri costieri, nella quale le concessioni sono più permissive. È praticabile la pesca.


I FONDALI MARINI

La grande importanza della riserva è sicuramente attribuibile alla ricchezza naturalistica fiorente in questi luoghi, sia nei fondali marini che in superficie.
La flora marina si differenzia in base al tipo di fondale, che va dalle zone rocciose alle basse acque con fondo sabbioso. L’alga più comune è la posidonia oceanica, che domina vaste aree formando affascinanti e popolose praterie sommerse.
Faunisticamente troviamo grandi varietà di molluschi, celenterati e spugne, mentre nel regno ittico segnaliamo in primis il subtropicale pesce pappagallo, che presenta vivide squame prevalentemente arancioni. Altri pesci nei quali è facile imbattersi durante le immersioni sono le donzelle, le cernie, le triglie ed i soragli.
Il mondo subacqueo è sommerso in un mare cristallino che assume infinite sfumature: turchese, verde smeraldo, azzurro… colori che vengono condizionati dall’andamento variegato dei fondali sottostanti.
Le numerose secche scavate dalle correnti marine, hanno assunta una forma labirintica, ideale per il rifugio di polipi, cernie, anemoni, saraghi, stelle marine, ed anche peschi barracuda e ricci di mare… quindi fate attenzione a dove mettete le mani! I barracuda sono soliti formare banchi argentati durante il periodo estivo, mentre in quello primaverile si possono incontrare tartarughe (specie “caretta caretta”) e delfini.
I tesori dei fondali della zona sono principalmente tre. Il primo si trova di fronte a Capo Cimiti, di fronte ad una delle baie più belle di tutta la costa: si tratta di quattro colonne doriche. Il secondo è un relitto a 5 metri di profondità nel mare di Capo Colonna: si tratta di una nave greca con un carico di anfore, affiancata da una nave romana che trasportava marmi pregiati.



FORTEZZA ARAGONESE LE CASTELLA

La Fortezza aragonese di Le Castella, simbolo della riserva marina di Capo Rizzuto, risiede su un isolotto collegato alla Costa dei Saraceni da una sottile scogliera. Offre un estasiante vista sulla costa e sul mare, consentendo al visitatore di cogliere in uno sguardo tutto il Golfo di Squillace.
Questo castello è l’ultimo baluardo di una cittadella fortificata che sorgeva nell’area a lui circostante, ora sommersa nelle acque adriatiche. I recenti scavi archeologici hanno fatto emergere la presenza antica di strutture ellenistiche, lasciando supporre che una parte del centro abitato era giacente sulle rive del mare, che oggi ha sommerso tutto al di fuori della trecentesca fortezza costruita dagli aragonesi.
Il suggestivo forte non fu mai usato per ospitare i nobili locali, bensì fu dedicato ad una funzione strettamente difensiva: la sua creazione di sede alla necessità degli Angioini di difendere la costa dai frequenti attacchi nemici. Nel XV secolo il primordiale castello passò in mano aragonese: fu interamente ristrutturato fra gli anni 1510-1526 dal conte Andrea Carafa, che lo aveva avuto in concessione dal re Federico d’Aragona. Durante i lavori si prestò una netta attenzione alle funzioni strettamente difensive. In questi anni furono eretti quattro bastioni, col fine di aumentare l’efficacia difensiva della possente struttura.
Il ruolo del castello ci è testimoniato dalla superstite “Torre Angioina”, costruita secondo le maggiori tecniche difensive dell’epoca: basti pensare alla sua stretta scala a chiocciola, nella quale i nemici, pesantemente corazzati come si usava all’epoca, si incastravano. I difensori potevano quindi gettare olio bollente sui loro assalitori. Altra caratteristica della torre sono le molteplici feritoie a bocca di lupo, usate per sparare con archi, balestre e armi da fuoco, il tutto con una minima probabilità di essere colpiti. La torre si sviluppa in tre piani, in ognuno dei quali passavano i comignoli, delle canne fumarie che servivano per avvertire il Castello di Santa Severina ed i paesi limitrofi dell’imminente avvento dei nemici.
Sopra le mura difensive erano disposti numerosi cannoni, che puntavano in ogni direzione, come testimoniano le numerose aperture per le bocche da fuoco. I cannoni, così come altri cimeli, armi e reperti, sono stati spostati ed esposti all’interno del museo del castello.
In una stanza del forte, grazie all’impiego di apposite telecamere posizionate in profondità, è possibile ammirare la magnificenza e la vita dei fondali marini della riserva di Capo Rizzuto.



TORRE BRASOLO

La Torre Brasolo si trova a sud di le Castella e faceva parte di quello che era il complesso apparato difensivo costiero, profondamente rivisto e potenziato dagli spagnoli nel Cinquecento, che adeguarono le fortificazioni costiere per resistere alle armi da fuoco.
Della torre oggi resta solo un rudere consumato dal tempo: un rudere che guarda ancora verso il mare azzurro, incastonato in una scogliera che domina la costa ed offre un panorama splendido su tutto l’incontaminato litorale della riserva marina.
Edificata dai dominatori spagnoli agli albori del XVI secolo, la torre ha svolto un ruolo d’avvistamento e difesa costiera non appena ripresero le incursioni turche.
Il completamento del sistema permanente di difesa costiera avvenne sono le 1553 e prevedeva l’impiego di numerose torri d’avvistamento visivamente collegate fra di loro: ciò consentiva una segnalazione tempestiva delle navi nemiche.



TEMPIO HERA LACINIA, CAPO COLONNA

L’area archeologica di Capo Colonna include una singolare colonna dorica antica, solitaria, dominante la costa sopra ad un verde prato: si tratta dell’unico elemento ancora eretto dell’antico tempio greco di Hera Lacinia, ritenuto uno dei più importanti di tutta la Magna Grecia. Era dedicato alla dea Kroton, la protettrice dei pascoli, delle donne e della fertilità.
L’edificazione del tempio risale all’età arcaica, verso la fine del VI secolo, durante la quale fu sede della Lega Italiota, un’alleanza politica e militare di molteplici città greche italiane. La sua storia prosegue sino al Cinquecento, quando fu maldestramente smantellato quasi in toto, per recuperare materiale da dedicare ad altri progetti.
In questo sito archeologico troverai i resti di tre edifici, oltre alla famosa colonna del tempio di Hera: le strutture B, H e K, rispettivamente un secondo e più antico tempio, una mensa per i viaggiatori ed una foresteria. L’area aveva una funzione di ristoro, alloggio e sopratutto deposito valori, grazie all’egida di sacralità che teneva lontani i ladri. Depositare denaro e tesori nei tepli era una pratica molto comune al tempo della Grecia Antica.
Ma il tempio non è tutto: all’interno dell’area naturale e archeologica di Capo Colonna rivela al turista uno spettacolo naturale di prim’ordine. Antica pietra di confine utile per la navigazione (basti pensare che Annibale salpò da questo luogo per far ritorno in Africa), il capo è oggi sormontato da un faro che soccorre i naviganti, oggi come un tempo. Si trova nell’estremo occidente del Golfo di Taranto e ne sancisce la fine.



SPIAGGIA DI SOVERATO

Sabbia dorata e frastagliata scogliera.
Sovereto possiede un litorale meraviglioso, che racchiude le più belle spiagge della regione, caratterizzate dalla presenza di una fine sabbia dorata o da scogliere che non lasciano posto alla morbidezza (queste ultime le troverai proseguendo verso Capo Piccolo). Sono due offerte turistiche radicalmente differenti, che potrai trovare a brevissima distanza l’una dall’altra… non perdere l’occasione per visitarle entrambe.
A pochi metri dalla riva del mare, cresce rigogliosa la macchia mediterranea, che ricopre le dune di pini marittimi ed arbusti, che crescono verdeggianti e rigogliosi lungo tutta la linea costiera, in alcuni punti spingendosi sin quasi a toccare il mare.



SCIFO: TORRE E SPIAGGIA

Appena prima di Capo Colonna troverete l’apprezzatissima spiaggia libera di Scifo, che prende il nome dall’omonima torre risalente alla dominazione spagnola. La peculiarità della spiaggia è identificabile nella presenza di un sistema floro-faunistico florido ed incontaminato, che arricchisce all’inverosimile il contesto della scogliera.
La torre di Scifo è stata costruita nel Cinquecento su commissione di Pedro da Toledo e faceva parte della catena di fortificazioni costiere edificate proprio in quel periodo storico per difendere la costa dalle incursioni saracene. La torre è affiancata da una scala esterna e da un ponte d’accesso.
La zona è poco frequentata, nonostante la presenza di sabbia fine e chiara, generalmente molto amata dai turisti.


RISORSE UTILI


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