Delta del Po: vacanza tra fiume e mare

Il meraviglioso territorio lagunare che racchiude il diramato Delta del Po, creato dai detriti trasportati a mare dal grande fiume padano

Il grande serpente della pianura si separa in sette rami, prima di sfociare nell’Adriatico. La principale attrattiva per una vacanza in quest’area, è proprio il contesto naturalistico, con ritmi ancora scanditi dal mare, dai corsi d’acqua dolce, dai venti e dalle stagioni: la mutevolezza è simboleggiata dall’eterna lotta tra Po e Adriatico, che si contendono le paludi.

Guarda il video: Alla scoperta del delta del po

Il cambiamento s’è riflesso anche nelle popolazioni locali, in particolare nel Novecento, durante il quale malattie, fame e alluvioni hanno condizionato le migrazioni verso terre più “stabili” e ricche. Tuttavia al giorno d’oggi sembra esser tornato un ancestrale equilibrio fra nativi e territorio, sancito dalla caratteristica pesca, dalla fiorente agricoltura e dal moderato turismo, praticato sopratutto durante i periodi autunnali, invernali e primaverili. Come sarà approfondito in seguito, l’inverno è la stagione ideale per l’osservazione delle più varie specie aviarie, in tutto oltre 370. Ogni anno si contano circa 160 mila uccelli che vengono a “svernare” nel Delta. Delta del Po - Comacchio
Lo spettacolo naturalistico è stato apprezzato ed impiegato come scenario per girare diversi grandi film: dal “Paisà” di Rossellini alla “Notte italiana” di Mazzacurati, esaltando in ogni produzione le singolari luci che trapassano i canneti, i fruscii dei venti, le attività pescherecce tradizionali, la flora. L’avanguardia turistica dell’Isola di Albarella, attiva già dagli anni sessanta, la vicina Valle Pozzantini, con fantastici volatili stanziali (fenicotteri rosa, ad esempio), il Ponte di Chiatte del Po di Gnocca, comparso nelle pellicole di Peppone e Don Camillo, l’estesa spiaggia di Boccasette: l’immersione è totale, surreale e penetrante, indelebile; condita dai miti e dalle leggende tramandati nei millenni.
Nella Sacca degli Scardovari troverai il maggior allevamento di mitili (molluschi) di tutta l’Italia, all’interno di un’area estesa 3000 ettari.
La più grande mutazione paesaggistica avvenne nel XII secolo, quando un’alluvione di dimensioni epocali cambiò radicalmente l’aspetto della foce: la cosiddetta “Rotta di Ficarolo” portò alla formazione del Po di Tramontana e riversò in mare un’incredibile quantità di detriti, di fatto estendendo il Delta a discapito della Laguna di Venezia.
La minaccia d’interramento era tanto concreta che, secoli dopo, la Serenissima realizzò 6 chilometri di canale in soli 4 anni, per spingere a sud uno dei rami del Delta che tanto intimoriva.
Delta del Po - Comacchio
Venezia utilizzò questi possedimenti come granaio della Repubblica, in particolare dopo le “fertilizzanti” esondazioni, che incrementavano ancor più la propensione all’agricoltura dei terreni “leggeri” del Delta.
I nomi di alcuni paesi (Ca’ Zen, Ca’ Venier, Ca’ Pisani, Ca’ Tiepolo…) derivano infatti da quelli delle nobili casate veneziane che gestivano le operazioni agricole.
Il secondo grande cambiamento, prima di quello dall’impronta turistica, è avvenuto a partire da metà Ottocento, periodo nel quale iniziarono grandi opere di bonifica.
Il Museo di Ca’ Vendramin saprà illustrarti al meglio il periodo delle bonifiche.
Ma il Delta è anche una terra di miti e leggende, fra i quali spiccano quelli di Fetonte (semidio della mitologia greca inabissatosi in queste terre con la sua quadriga infuocata, colpito dai fulmini del padre Giove) e di Gioasone (si avventurò nel Delta assieme agli Argonauti, alla ricerca del Vello d’Oro).

QUANDO VISITARE LA FOCE DEL PO?
La foce del Po è visitabile in autunno, inverno e primavera, possibilmente evitando il più caldo periodo estivo. Ciascuna stagione offre le sue meraviglie.
L’autunno ti regala colori fantastici tutti da fotografare, che arricchiscono un contesto nel quale fare birdwatching, escursioni, gite in battello…

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Delta del Po - Comacchio
L’inverno, con temperature generalmente sopra lo zero, giornate di nebbia e brinate fiabesche. Si tratta di un periodo ottimale per l’avvistamento di uccelli di ogni specie.
La primavera, che sancisce il ritorno del fiorire. Periodo molto amato per il turismo lento in natura, grazie alle temperature ideali per godere di un calendario ricco di iniziative.

RAMI DEL PO: FRA PIANURA PADANA E MARE ADRIATICO
Quello del Delta del Po è un territorio paludoso che prolunga la Pianura Padana all’interno dell’Adriatico.
Per larga parte incluso nella provincia di Rovigo, è l’unico territorio italiano in espansione, con una crescita stimata attorno ai 60 ettari l’anno.
I rami del fiume, da sud a nord, sono 5:
Po di Goro;
Po di Gnocca, detto anche della Donzella, che a sua volta sfocia in due rami distinti;
Po delle Tolle, a sua volta diramato nella sua Bocca e nella Busa Bastimento;
Po di Venezia, detto della Pila, che sbocca nel Mar Adriatico in tre “buse”: di Scirocco, Dritta e Tramontana;
Po di Maistra

ADRIA: L’ACCESSO AL DELTA
La porta di accesso a questo fantastico territorio è Adria, cittadina di 20 mila abitanti in provincia di Rovigo, sita ad una ventina di chilometri dalle coste adriatiche. Sembrerà strano ma il Mar Adriatico prende nome proprio da questa piccola cittadina.
È raggiungibile seguendo l’autostrada A4 da Milano fino a Verona Sud, per poi imboccare la SS 434 fino a Rovigo e successivamente la 443, che porta ad Adria.
Da Bologna prendi la A13 sino a Rovigo, per poi seguire la SS 443 che ti porta a destinazione.
Partendo da Venezia si imbocca la SS 309, che porta direttamente ad Adria.
Col treno si dispone delle tratte Rovigo-Adria e Venezia-Adria; mentre in aereo si scende a Venezia, Bologna e Verona, rispettivamente a 64, 102 e 119 chilometri.
Adria è un’antica città originaria del X secolo avanti Cristo, fondata dai Veneti, che si cimentarono nella costruzione di palafitte nel territorio paludoso. Poi è diventata un importante centro etrusco, greco e romano. In seguito appartenne alla Chiesa, poi a Venezia.
Nel IV secolo avanti Cristo il centro distava appena 8 chilometri dal mare, quando oggi ne di sta più del triplo. Oggi la voracità del fiume si è decisamente attenuata: oramai soltanto il Po di Venezia si espande in mare.
In città consigliamo di visitare il Museo Archeologico Nazionale di Via Baldini, che racchiude preziosi reperti risalenti dalla nascita dell’antico porto al tramonto dell’impero romano (tel. 0426 21612).
Per proseguire il tuo viaggio verso il Delta del Po, puoi fruire del porto fluviale turistico che risiede ad Adria e sfrutta il Po di Levante, il Tartaro ed il Canal Bianco.

VIAGGIO IN BICI E BARCA
Il territorio pianeggiante del Delta è la caratteristica che lo rende molto amato dagli amanti del ciclismo, che possono vantare itinerari sorprendenti in mezzo alla natura.
Questi viaggi a volte, come in questo caso, possono proseguire con le barche, realizzando gite “full immersion” senza alcun limite.
Per cominciare ti consigliamo di portare la tua bicicletta MTB da casa, data la carenza di noleggi; inoltre è consigliato l’uso di cartine e mappe, che potrai reperire al Consorzio Turistico card del Po, a Volto di Rosolina, tel. 0426 337824.
Fra i tanti itinerari percorribili, consigliamo la Via delle Valli Nord, un viaggio di quasi 30 chilometri tra le anse del po, le geometrie ed i paesaggi della campagna del Delta.
Il punto di partenza è collocato nel porto dell’Isola di Albarella, proseguendo nel sottile limbo che la collega con la settentrionale Valle Pozzantini. In questa piccola valle è frequente incontrare i fenicotteri rosa… a centinaia.
Si risale seguendo la Via Valli Nord, una stradina asfaltata che prosegue sfiorando l’acqua fino a Portesine. Da qui prosegui affiancando la riva destra del fiume Adige, giungendo in breve tempo a Rosolina Mare.
Da Rosolina prosegui sulla costa verso sud, arrivando al Giardino Botanico di Porto Calieri (tel. 0426 68408, aperto in primavera ed estate. Si estende su una superficie di 24 ettari ed offre ambienti molto vari: dalla vegetazione delle sabbie alle pinete, passando per gli acquitrini salmastri e le boscaglie. Dopo aver visitato il parco puoi proseguire in barca, addentrandoti fra secche e lagune.
Un secondo itinerario è percorribile partendo da Gorino Sullam, col vicino ponte di chiatte galleggianti. Prosegui la gita imbarcandoti per l’Isola dell’Amore, sita sulla foce del Po di Goro. Alla foce noterai un faro bianco, con sottostante punto di ristoro.
La meta più suggestiva di questo secondo itinerario è il Bonello del Bacucco, caratterizzato da un fitto canneto, con una quarantina di paradeli ed una decina di laghetti. È un habitat ideale per l’avifauna locale e consente grandi soddisfazioni agli amanti del birdwatching.
Una volta terminato il viaggio in barca, puoi ancora visitare il Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin, vicino a Porto Tolle, località nella quale puoi noleggiare imbarcazioni. Il museo è sito all’interno di una vecchia idrovora di inizio Novecento, che fu lo strumento cardine per la bonifica di questi luoghi.

BIRDWATCHING
Il patrimonio avifaunistico del Delta del Po è uno dei più completi e variegati di tutta Italia: fra gli uccelli migratori, stanziali, di passo ed acquatici, contiamo circa 375 specie.
In particolare consigliamo quattro location nelle quali praticare il birdwatching:
Il Po di Maistra, che ospita uccelli in gran numero e varietà, grazie alla dote di grandi zone arboree ripariali.
La Valle Canelle, dimora estiva prediletta di cinerini, fenicotteri rosa ed aironi rossi.
L’Oasi di ca’ Mello, area dotata di particolare torre d’avvistamento, dalla quale osservare il basettino.
La Via delle Valli Sud, dotata di numerosi punti di osservazione e torrette, che consentono una perfetta visuale degli specchi lagunari e vallivi, nei quali si avvistano limicoli, anatre, trampolieri.

DUE PARCHI CHE TUTELANO IL DELTA: ROMAGNOLO E VENETO
Quello del Delta è un territorio residente in Veneto (di gran lunga la maggior parte) ed Emilia Romagna, nello specifico sotto il controllo dell’istituzione di due parchi:
Il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, con sede ad Ariano nel Polesine, in Via Marconi 6 (tel. 0426 372202). La sua estensione parte a nord dal Po di Goro, per terminare a sud al fiume Adige.
Il Parco Delta del Po Emilia Romagna, la cui sede è a Cornacchio, in Via Mazzini 200 (tel. 0533 314003). Viene spartito fra le province di Ferrara e Ravenna.

LE PRINCIPALI METE TURISTICHE
Per quanto riguarda il Po veneto, le destinazioni più apprezzate dai turisti sono:
L’Oasi di Ca’ Mello, sita sull’Isola della Donzella: è un relitto palustre dai tratti salmastri, affiancato da un bosco litoraneo e da una più anziana pineta.
La Golena di Ca’ Pisani, ambiente di una quarantina di ettari sito nei paraggi di Porto Viro. La ricchezza d’avifauna e gli osservatori, fanno di questa golena la meta principe per il birdwatching.
Il Centro Turistico Culturale San Basilio, limitrofo ad Ariano nel Polesine, il comune più meridionale della regione Veneto. Il centro culturale occupa più di 500 m² al coperto ed include le sezioni archeologica e geomorfologica.
Vicino al centro troverai una Quercia Antica, la cosiddetta “Rovra”, citata già nel Cinquecento; le Dune Fossili; gli Scavi Archeologici Paleocristiani; la Pieve di San Basilio.
Il Giardino Botanico costiero, vicino a Rosolina Mare ed aperto durante la bella stagione che va da aprile a settembre. Si estende su un territorio variegato e ricco di specie vegetali ed avifaunistiche.
Il Museo Regionale della Bonifica, a Porto Caleri. Si trova all’interno di un gruppo di fabbricati novecenteschi che racchiudevano un’imponente “idrovora”, che fu una importante contribuente alla bonifica di questo territorio lagunare fra mare e fiume. La macchina aveva l’impressionante capacità di spostamento di 11 mila litri al secondo!
Nel Delta romagnolo troviamo diversi monumenti storici d’alto interesse turistico, che si alternano alle caratteristiche zone lagunari:
La Basilica di Sant’Apollinare in Classe, a pochi chilometri dal cuore di ravennate. Fu edificata a metà Cinqyecento ed ancora oggi è custode di alcuni fra i maggiori mosaici d’Italia.
L’antichissima Pieve di San Giorgio, a Campotto. È ritenuto il più antico edificio religioso della provincia ferrarese; oggi si mostra nel fiore della sua grazia minuta, attorniata da un prato verde e dalle acque della laguna.
La minuta “Casa Garibaldi”, nella quale soggiornarono i coniugi Garibaldi nell’estate del 1849.
I Trepponti di Comacchio, complesso architettonico risalente alla prima metà del Seicento. È formato da cinque grandi scalinate che portano sopra ad un piccolo ponte.
L’Abbazia di Pomposa, che col suo dominante campanile (quasi 50 metri) è ritenuta una delle più pregevoli d’Italia. Risale all’undicesimo secolo.

PO DI GORO: CONFINE TRA VENETO ED EMILIA ROMAGNA
Le regioni veneta e romagnola sono separate dal Po di Goro, il primo corso d’acqua che si dirama dal fiume principe. Il suo percorso è tortuoso e lungo: passa per Ariano, Mesola, Goro e Gorino, terminando la sua corsa nel Mediterraneo, dopo 45 chilometri. Oggi porta in mare circa il 12% delle acque del Po.
Questo ramo viene già citato da Plinio il Vecchio come “Canale Carbonaria”, in seguito alla variazione imposta al Po di Adria. In seguito ai cambiamenti morfologici della Rotta di Ficarolo (dell’anno 1152), il Po di Goro diventò il ramo maggiore, e durante il medioevo quasi tutta la navigazione interna di serviva di questo ramo.
Il tratto più a valle si è formato in seguito alla deviazione operata dai veneziani nei primi anni del seicento.
Delta del Po - Volano
CASTELLO DI MESOLA E MUSEO
Proprio lungo le coste del Po di Goro troverai il Castello di Mesola, edificato nella seconda metà del Cinquecento dalla famiglia degli Este. Si tratta di una delle 19 “delizie”, le residenze estensi giunte fino a noi.
Il castello, ubicato in Piazza Umberto I del comune di Mesola, è stato progettato dal Montagnana su commissione di Alfonso II d’Este, che necessitava di una dimora per le battute di caccia nel bosco limitrofo, oggi riserva naturale.
L’elemento che risalta maggiormente a colpo d’occhio è senz’altro la compattezza composta dell’architettura. Ai quattro lati sono posizionate le torri pentagonali merlate.
Oggi custodito dalla provincia di Ferrara, l’edificio è custode del Museo del cervo e del bosco della Mesola, collocato al secondo piano. Nel secondo piano trovi una mostra permanente sul territorio, mentre al piano terra una ricostruzione della storia del castello.
Delta del Po - Ortazzo
COMACCHIO: CITTÀ VALLI E LIDI
Comacchio è una antica e gloriosa città che ha più di duemila anni sulle spalle. Citata dall’Ariosto nella “Gerusalemme liberata”, ci viene descritta come “la città ch’in mezzo alle piscose paludi, del Po teme ambe le foci, dove abitan le genti disiose che ‘l mar si turbi e sieno i venti atroci”.
Dai più è riconosciuta come una piccola Venezia… ma forse è proprio la Serenissima a poter esser vista come una grande Comacchio. Nell’alto medioevo le flotte di queste due città erano in grado di rivaleggiare ad armi pari. Le rivalità culminarono con l’assedio di Comacchio da parte dei veneziani, nell’866.
Nel Trecento il paese diventò proprietà estense, e nel Seicento subentrò la Chiesa, che detenne il controllo sulla regione sino all’Unità d’Italia.
Le bonifiche novecentesche hanno orientato l’economia verso il turismo e l’agricoltura, subordinando l’attività peschereccia tradizionale… o meglio: facendola diventare parte integrante dell’offerta turistica del Delta.
L’attrattiva principe di Comacchio sono i “Trepponti”, edificati nel 1634 da Luca Danesi. Sono affiancati dal mercato del pesce e dal Museo del carico della Nave Romana (tel. 0533 311316).
Cos’altro vedere Comacchio?? La Galleria d’Arte Contemporanea di Palazzo Bellini, il Duomo di San Cassiano, la Torre dell’Orologio, i numerosi monasteri… e per l’organizzazione di gite, rivolgiti al Centro Visite del Parco del Delta del Po, che organizza escursioni e tour turistici.
Fra gli eventi organizzati a Comacchio ti suggeriamo la Sagra dell’Anguilla, tenuta in autunno, e la Fiera Internazionale del Birdwatching.
La cittadina dispone inoltre di 7 ampi lidi, che spaziano dal Po di Volano al Reno:
Spina, spiaggia sita in una località molto ambita dai giovani ed attrezzata con pub, discoteche, stabilimenti balneari di tendenza…
degli Estensi, lido lunghissimo, sabbioso ed apprezzato dai turisti;
Porto Garibaldi, turistico e di pesca, rientra nei 7 Lidi di Comacchio;
degli Scacchi, location predisposta per le famiglie;
Pomposa, lido comodo e tranquillo, ben attrezzato per le famiglie;
delle Nazioni, il maggiore dei sette, custode della “Casa di Garibaldi”;
Volano, il lido più dotato da un punto di vista naturalistico.
Le Valli di Comacchio, in territorio ravennate e ferrarese, sono un’area a protezione speciale estesa per 17 mila ettari, interne al parco del Delta. Nacquero attorno al decimo secolo, originate da un fenomeno di subsidenza (abbassamento suolo). Il loro riempimento d’acqua salata è avvenuto solo nel Cinquecento.
Sono l’area umida (lagunare e palustre) più estesa d’Italia, nelle quali è molto praticata la pesca e l’estrazione di sale. Molto peculiari i casoni da pesca, delle vere e proprie stazioni da pesca.
Delta del Po - Volano
ARIANO NEL POLESINE
Ariano nel Polesine è un paese di circa 5 mila abitanti, sito fra le valli di Goro ed il Po. Il comune è sito sul confine Veneto, rientrando nel Parco Regionale, e si estende fino alla costa seguendo il ramo del Po di Goro.
La storia di Ariano è ricca di importanti avvenimenti, che si pendono nell’antichità. In epoca moderna era luogo di confine fra il dominio veneziano e quello pontificio. Ciò è testimoniato dal cippo di confine sito in località La Torre.
Le antiche attività praticate nel comune sono la realizzazione di imbarcazioni, lo sfruttamento dell’argilla, la costruzione di canali, la pesca, l’estrazione del sale e la più recente coltura di bietole… ma fino all’Ottocento il territorio era sede della zanzara della malaria, estirpata con le successive bonifiche.
Ma cosa visitare ad Ariano e dintorni? Bene… abbiamo selezionato diverse attrazioni turistiche, le più interessanti:
A San Basilio troverai anche una maestosa quercia solitaria, che si impone sulla campagna circostante. La cosiddetta “Rovra” ha un’altezza è di 26 metri ed una circonferenza massima di 6,2 metri. Nel 1976 è stata colpita e danneggiata da un fulmine; all’avvenimento si sono susseguite opere di risanamento e supporto alla pianta.
L’emblematico monumento ai caduti di Piazza Garibaldi, che ricorda ai passanti l’enorme peso che la Grande Guerra ha avuto su questo territorio. L’opera è composta da tre statue bronzee raffiguranti soldati italiani, dominanti le incisioni dei nomi dei caduti.
La Chiesa romanica di San Basilio, nel cuore della campagna di periferia. Fu costruita dai monaci benedettini nel nono secolo. Ivi soggiornarono Guido d’Arezzo e Dante Alighieri.
L’antica Chiesa di Santa Maria della Neve, che ospita due prestigiosi dipinti: la “Madonna con Bambino” del Tisi e la “Crocefissione” del Gori.

SACCA DEGLI SCARDOVARI
La Sacca è una delle maggiori lagune del Delta del Po, se non la più grande. La sacca d’acqua è costeggiata da una stradina panoramica che consente la vista degli allevamenti di cozze e vongole. Si tratta di un piccolo golfo marino con un perimetro di 20 chilometri ed una massima profondità Dal lato opposto puoi ammirare le vaste terre di bonifica, che conservano ancora i ruderi sparsi di qualche edificio.
La Sacca è percorribile comodamente in bicicletta, con numerose occasioni di soste panoramiche.
Oltre alle caratteristiche case dei pescatori a palafitte, sul litorale vedrai diversi edifici sommersi dalle acque adriatiche, perlopiù vecchi magazzini per il riso.

LE CAVANE DEI COLTIVATORI DI MITILI
Nella Sacca degli Scardovari troverai numerose “Cavane”, i peculiari casoni dei coltivatori di mitili, i particolari casoni utilizzati come centro produttivo fisso in laguna. Sono sospesi sull’acqua, costruiti con base a palafitte.
La miticoltura locale si consorziò nel 1976, e da allora è stato un crescendo produttivo, con una produzione attuale che si aggira attorno alle 4 mila tonnellate di cozze e 9 mila di vongole.
Le tecniche di coltura hanno sempre rispettato l’equilibrio fra uomo e natura, che è alla base per intraprendere qualsiasi attività molluchicola.

LA COLTIVAZIONE DI RISO
Nonostante l’introduzione del riso nella Penisola sia iniziata da sud, fu ben presto importata anche nel Delta del Po. Così, già nel Quattrocento, si assiste ai primi pastori che spargevano semi negli acquitrini di pianura, anche se colture assunsero una reale rilevanza solo sul finire del secolo.
Così si iniziò a vendere il riso al mercato ferrarese: testimonianze sui prezzi “economici” per l’epoca, ci dimostrano che la produttività di questo cereale era piuttosto elevata.
Nel secolo successivo le risaie aumentarono, sottraendo terreni ai pascoli ed incentivando il diffondersi della malaria. Il fardello era talmente grande che, sul finire del Cinquecento, le autorità proibirono la concessione d’acqua per le risaie.
La coltura del riso è stata parte integrante del paesaggio del Delta, modificandolo profondamente sin dagli albori dell’epoca moderna, grazie all’impiego di numerosi canali per dirottare le acque del Po e di muraglie per difesa dalle mareggiate.
“In te la vale, desperse le gera le case. Risare par tuto, par tuto fin al mare. Casoni di cana e de paja col can su la porta che baja”. (Livio Rizzi, 1905-1960, poeta di Rovigo).

BARCHE: LE PROTAGONISTE PER AVVENTURARSI NEL DELTA
Per immergerti nel territorio puoi comodamente rivolgerti alle aziende private che effettuano trasporto fluviale, mettendo in campo una vasta gamma di imbarcazioni: dalle motonavi alle barche a vella, offrendo anche la possibilità di praticare la pescaturismo (tel. 0533 81302).
Molto particolari ed ambite dai turisti sono le escursioni a bordo dei pescherecci: si possono raccogliere vongole in comodità… oppure puoi gettare l’amo ed armarti di pazienza!

LA PESCA
La pesca con rete a bilancia è molto diffusa in queste acque, impiegata principalmente a livello dilettantistico. L’impiego di queste tecniche è effettuato nelle acque dei rami del Delta, grazie alle acque poco profonde dei fiumi.
Ma gli appassionati non devono certo dimenticarsi le canne: la pesca all’anguilla ed al siluro rimangono due attrattive cardine in ambito amatoriale.
La pesca del siluro è molto gratificante se fruttuosa… questo pesce può superare i 2 metri di lunghezza e pescarne è più un avvenimento epocale che uno sfizio!
La pesca all’anguilla è altrettanto gratificante: in queste acque raggiunge pesi di oltre 5 chili. Sono pescate principalmente di sera/notte e con la marea crescente, occasione nella quale il pesce serpentino va a procacciarsi cibo vicino alle rive.

FARO E SPIAGGIA DEL BACUCCO
Alla foce del po di Goro troverai una splendida spiaggia sabbiosa dominata dal bianco Faro del Bacucco, all’interno del territorio comunale di Porto Tolle.
La spiaggia ha una soffice sabbia dorata, preceduta da una natura selvaggia (è circondata da fitti canneti) e seguita da un mare incontaminato.
La puoi raggiungere in barca, attraversando la fitta vegetazione palustre che ne fa da cornice. Prima di imbarcarti devi raggiungere Ca’ Vendramin e, prima del ponte sul po di Gnocca, prendere la strada che affianca il fiume e prosegue verso Oca. Quindi passi per Gorino Sullam e arrivi a Punta Bacucco, sull’argine del fiume.
Al Faro troverai un ristorante che serve ottimo pesce.

PONTE DI BARCHE SUL PO DI GNOCCA
Il Ponte di Barche è una prerogativa unica del Delta, che ne conta ben tre. Il più conosciuto è quello tra Gorino Sullam e Santa Giulia: un lungo ponte costituito da 22 barche in ordine di grandezza crescente, che sorreggono il passaggio (attraversabile con l’auto).
Questo peculiare ponte si trova a pochi chilometri dalla foce.

GASTRONOMIA TIPICA
In ambito gastronomico si assiste ad un dominio dei frutti del mare e del delta: pesci e molluschi. Sono impiegati in numerosi piatti tipici, come gli spaghetti alle vongole, l’anguilla con fritto misto, il branzino di valle, cozze e vongole in bianco o rosso, anguille marinate…
Altro elemento cardine per la cucina locale è il riso Carnaroli, col quale si prepara il risotto alla polesana, condito dal ragù di pesce.
Tra i formaggi troviamo quello di pecora di Loreo; mentre è la tipica focaccia secca “brazadea” o “pasqualina” a strappare larghi consensi, anche abbinata al miele.
La panna cotta al melone è il dolce tipico, col suo sapore delicato, fresco e dolce.

IL TERRITORIO PER I SUOI ABITANTI
Il territorio del Delta rappresenta un luogo quasi ipnotico per i nativi, amato in ognuna delle sue mille facce: terra effimera dai grandi orizzonti, dai tratti nuda e libera, ancestrale. La gente del Delta si conferma diversa da quella del veneto, evidenziando una maggior propensione all’adattamento ed al cambiamento, imposto proprio dalla morfologia del territorio: dove oggi c’è acqua domani ci potà essere terra… e viceversa.
Fino a pochi anni fa, l’ambiente era arcaico: uno spazio vuoto, “un foglio bianco” (Carlo Mazzacurati). Oggi la natura coesiste con le tecniche costruttive e le attrezzature tipiche della modernità.

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