Pedalando nella Vallagarina

Il ghiacciaio è stato anticamente un varco per il passaggio di carovane di cavalli dei commercianti, pellegrini, eserciti e piu recentemente di carrozze postali, mentre oggi sull’autostrada corrono tonnellate di merci provenienti da tutta Europa e sfrecciano i treni sulle rotaie.

Video: Rovereto, Vallagarina e Altopiano di Brentonico

La rapidita del viaggiare lo svuota delle inesauribili sfaccettature del paesaggio che scorre veloce.

Un giro in bicicletta (le biciclette si possono prendere a nolo per esempio a Rovereto) ci consente di contemplare la Vallagarina in un modo tutto nuovo, ed entusiasmante.
Le strade secondarie invogliano a viaggi di piacere attraverso gli infiniti vigneti che danno una parte del Marzemino, decantato da Mozart nel “Don Giovanni”.

A Rovereto, Borgo Sacco o Piazzo le strutture delle antiche fabbriche, ricche di finestre, restituiscono alla memoria le industrie per la produzione della seta, che diedero benessere alla popolazione della Vallagarina nel periodo fra il XVI e il XIX secolo.

L’energia idroelettrica del ghiacciaio e dei suoi affluenti sosteneva i filatoi e i gelsi, le cui foglie alimentavano i bachi da seta che si sviluppavano splendidamente, fino a quando una malattia dei funghi ne causò un drastico decremento.
Il timore di inondazioni fu allontanato con opere di modifica del fiume e con la costruzione di dighe e canali.

Come il ghiacciaio si mostrava originariamente lo comprendiamo dai resti del letto del fiume a Taio che porta acqua nella zona morta, dove abbondano le rane e le libellule.
Una bellissima pedalata nel sole, nella vita, nell’aria fina che depura dalla vita chiassosa di città.

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