Val di Non

Un viaggio nel Giardino delle mele, custode di verdi altopiani, del laghetto di Santa Giustina, di borghi antichi e prestigiose architetture storiche, di numerosi canyon: tutto questo è racchiuso nella Val di Non, perla del Trentino.

Video: Lago di Santa Giustina

Si tratta di un ambiente di media montagna, un territorio di confine conteso nei secoli. Nonostante gli storici conflitti, in quest’area è delineata un’atmosfera armoniosa e dolce. Meta ideale per vacanze in qualsiasi periodo dell’anno.

LE MELE
I fitti frutteti che ricoprono la valle si perdono a vista d’occhio fra gli altipiani che compongono la Val di Non, tagliata dalla fenditura formata dal fiume Noce nel corso dei millenni.
Il frutto più rappresentativo è la mela: in questo territorio i filari di meli sono disposti in ogni dove, sino ad occupare anche i più ostici e piccoli spazi coltivabili tra i 450 ed i 900 metri. Per la coltivazione della mela è uno dei luoghi più noti a livello mondiale: basti pensare che, tornando a livello nazionale, 320 mila tonnellate di mele sono prodotte nella valle. Corrispondono a circa 1/6 della produzione Italiana e sono quasi tutte contraddistinte dal marchio DOP di Melinda.

CLES: CASTELLO E LAGO DI SANTA GIUSTINA
Il capoluogo della regione è Cles, che mantiene da un lungo periodo un primato politico ed economico nel cuore della valle. Ha circa 7 mila abitanti, numerose e caratteristiche chiese. In questo paese è stata trovata la famosa Tavola Clesiana. Cles è stata la città natale di Bernardo Clesio, importante figura del clero che fu fondamentale nell’arrestare l’espansione della Riforma Luterana. Ancora oggi la città porta lo stemma del cardinale nel proprio simbolo.

Il lago di Santa Giustina è limitrofo alla suddetta cittadina, ed è stato realizzato artificialmente con la Diga omonima, alta 152 metri, risalente al dopoguerra. La sua finalità primaria è di tipo idroelettrico, ma nonostante ciò fa parte della varietà paesaggistica della Val di Non ed offre lo spunto per gite in relax e passeggiate.
Sulle rive del lago sorge Castel Cles, castello fondato nel XII secolo e sviluppatosi in seguito in forme rinascimentali. In origine appartenne ai Baroni omonimi, ed oggi è visitabile sono in particolari occasioni.
Questa fortificazione ha un’origine che si perde nella notte dei tempi: probabilmente fu edificata sui resti di una torre di vedetta di Roma.

SANZENO E SANTUARIO DI SAN ROMEDIO
Attorno al lago vi è una galassia di minuscoli centri antichi, che si susseguono come piccole macchie fra i campi di melo.
Fra queste piccole meraviglie, collegate da una fitta rete di stradine, segnaliamo il borgo di Sanzeno, col suo Museo Archeologico Retico, preceduto da una passeggiata scavata nella roccia.
La passeggiata conduce ad una altro piccolissimo centro, nel quale troverai il Santuario di San Romedio, ad oltre 700 metri di quota su un fiabesco sperone di roccia. La sua costruzione risale all’ano mille, ma è stata ampliata nel corso dei secoli. Oggi include 5 chiese, le cui datazioni spaziano dal 1120 al 1923.

CASEZ DI SANZENO
È una frazione di Sanzeno, simbolica fra tutti i piccoli borghi della zona: gode di una posizione privilegiata in un pianoro che si apre a sud e di una storia rinascimentale degna di nota, testimoniata da numerosi edifici e reperti che raccontano ancora oggi di un rinascimento vivo e fiorente.
Nonostante la breve e dovuta premessa, dobbiamo venire alla vera caratteristica peculiare di questa frazione di 200 anime: la sagra Pomaria, la cosiddetta Festa delle Mele e della frutta.
La Pomaria si svolge il 9 e 10 ottobre in quel di Casez. Durante questo evento gli agricoltori locali espongono i loro prodotti in curati stand gastronomici (prodotti selezionati o varietà di mela antiche), che sono affiancati da laboratori… poi diciamolo: l’occasione per la degustazione non manca mai! E se la degustazione non basta, potrai raggiungere, scortato dall’immancabile Melabus, un campo di mele nel quale raccogliere i frutti.
Interessante anche l’esibizione delle mele da guinness dei primati, mostrate dai produttori.
Negli ultimi anni alla Pomaria è stata aggiunta una sezione dedicata all’arte estemporanea sulla mela.

COREDO ED IL PALAZZO NERO
Coredo è un balcone panoramico sulla Val di Non, grazie alla sua posizione elevata su un altopiano. La sua tradizione turistica ci è testimoniata dalla presenza di graziose ville Liberty novecentesche.
La piazza principale include una giovane chiesa rinascimentale terminata nell’immediato secondo dopoguerra. Ma non è l’unica chiesa, infatti nel paese è racchiusa anche quella della Madonna Addolorata, piccola e graziosa, di origine ottocentesca.
Coredo ha anche un castello medievale, ma è ormai caduto in rovina.
La principale attrazione turistica è l’affascinante Palazzo Nero, chiamato così da tempi immemori, forse per via del colorito scuro delle sue antiche mura. Il palazzo risale al Quattrocento ed era la sede della giurisdizione vescovile. Nei primi anni del Seicento, nel cortiletto sottostante, si bruciarono vive dieci donne accusate di stregoneria.
All’interno di Palazzo Nero sono esposti degli affreschi tipicamente cortesi che rappresentano le vicende di Genoveffa di Brabante, leggendaria eroina medievale ingiustamente accusata di adulterio. La sua innocenza venne riconosciuta solo alle soglie della sua morte.

AUTUNNO IN VAL DI NON
La Val di Non manifesta parte della sua straordinaria bellezza durante il periodo autunnale, che porta nelle strade un viavai di trattori e mezzi agricoli: in questo periodo dell’anno, che va da metà settembre a metà ottobre, ferve la raccolta delle mele.
Il verde colorito degli aghiformi contrasta con gli sprazzi caldi dei latifogli. Colori da godere a piedi nel relax di una passeggiata in mezzo ai filari di meli che scorrono lentamente guardandoli da tortuose stradine che separano e collegano in campi. Vedrete con i vostri occhi Frutteti sapientemente ordinati dalla mano dell’uomo, che lasciano frequenti ritagli di terreno a boschetti eterogenei.
L’ autunno è sicuramente un periodo magico in questa valle, godibile anche grazie alla possibilità di soggiornare in alberghi con prezzi un po’ ridotti.

25 I CASTELLI IN VAL DI NON, CASTEL THUN E CASTEL VALER
Mentre starete passeggiando fra boschi ed i frutteti, non sarà raro imbattersi in castelli ed edifici fortificati che gettano le loro basi molto indietro nel tempo. Compaiono quando meno ve lo potete aspettare, racchiusi nel verde dei boschi.
Il primo che citiamo è Castel Thun, monumentale forte medievale in perfetto stato di conservazione. Storicamente appartenuto all’omonima nobile famiglia trentina, il castello è stato integralmente restaurato in tempi recentissimi e dal 2010 è stato aperto ai turisti, che possono visitarlo giungendo a Vigo di Ton.
La struttura, con posizione panoramica sull’intera valle, è formata dal fossato, dalla cinta muraria, da torri e da bastioni, che nell’insieme sono una fotografia perfetta del castello subalpino. L’ambiente interno più famoso è la Stanza del Vescovo, rivestita di legno di cirmolo per intero, con l’aggiunta della maiolica per soffitto, stufa e cassettoni.
Altro castello che ricordiamo è il Valer, sito vicino a Tassullo e circondato da colli coperti dai frutteti. Dalla sua posizione domina la valle, offrendo una vista memorabile che spazia dalle vette innevate al verde dei prati della vallata.
Il Castel Valer ha una torre a pianta ottagonale alta ben 40 metri, che risulta essere la maggiore di questo territorio. La storia di questo imponente edificio fortificato ha origini romane, ma viene citato in alcuni scritti solo nei primi anni del Duecento.
All’interno delle mura troviamo una cappella dedicata a San Valerio, che è stata affrescata in toto dai fratelli Baschenis De Averaria.

MONTAGNE E CANYON
Una peculiarità della valle è insita nel non protagonismo dominante delle montagne, che lo diventano solo a distanza.
Le Dolomiti di Brenta confinano a sud ovest con la Val di Non e sono senz’altro la meta prediletta dagli escursionisti ed alpinisti. L’area del gruppo montuoso è compresa nel Parco Naturale dell’Adamello Brenta ed è estesa 40 chilometri per 12. La vetta più alta è la Cima Tosa, con una quota di 3173 metri.
A nord la valle confina con le arrotondate e (relativamente) dolci Montagne Maddalene, oltre le quali si cela la Val d’Ultimo. La Catena delle Maddalene raggiunge il suo apice a quota 2752, con la Punta di Quaira, che è raggiungibile percorrendo due sentieri.
Ad est troviamo i grandi boschi che coprono i bassi rilievi alpini, sino a giungere al Monte Roen, oltre al quale troviamo la Bassa Atesina. Il Roen conserva una grandissima biodiversità: si va dai faggi e castagni agli abeti e pini. Gli animali che si avvistano sono perlopiù cerci, camosci e caprioli.
Veniamo dunque a parlare di Canyon, che sopraggiungono al posto dei meleti. Si crea un mondo di roccia verticale e profondo, ma esplorabile in sicurezza.
Il Canyon di Rio Sass di Fondo è particolarmente suggestivo, così come il Parco Fluviale Novella, entrambi godibili appieno con il supporto di esperte guide. I fiumi che scavano la roccia da milioni di anni sono una meta salda per moltissimi turisti, meta che consigliamo anche noi.