Gli orsi del Parco Naturale Adamello Brenta

Un tempo gli orsi bruni erano una delle specie più diffusa delle Alpi al punto di costituire persino una sottospecie zoologica.

Video: Parco Adamello Brenta – Orsi e lupi

In Trentino il maestro orso non fu del tutto eliminato.
Nel parco naturale Adamello-Brenta, il cui logo è proprio un orso, a nord est del massiccio del Brenta, esistevano ancora tre o quattro esemplari che tuttavia venivano individuati molto raramente.

Tra il 1960 e il 1970 un biologo svizzero avviò, insieme ai guardiacaccia locali e ai protettori della natura, uno studio sistematico della popolazione.
Gli orsi si rivelarono meno cacciatori di quanto la gente pensasse e di quanto i pastori temessero: la carne costituisce infatti solo un settimo del loro fabbisogno calorico, erbe e tuberi in primavera e bacche in autunno rappresentano il nutrimento privilegiato dagli orsi.
E il territorio ricco di boschi con esuberante vegetazione a cespuglio, come le vallate laterali difficoltose da percorrere, chine scoscese e antri, adatte per dormire durante la stagione invernale è il loro habitat ideale.

Gli orsi alpini, diversamente dai loro parenti americani, paiono dare importanza alla discrezione e prediligono tenere gli uomini in lontananza.
Gli orsi alpini del Trentino erano snervati dall’interesse scientifico, si infastidivano o erano malati?

Dal 1988 non si vedono più esemplari della nuova generazione. Per incoraggiarli negli anni 90 si è iniziato ad introdurre nel territorio del Brenta nove orsi bruni pervenuti dalla Slovenia e due dai Balcani.
Sicuramente strappano un pisolino di tanto in tanto o svuotano un alveare, ma la probabilità che affrontino i turisti è sicuramente molto, ma molto remota.

RISORSE UTILI