Parco Nazionale Asinara

Sede per anni di un istituto carcerario di massima sicurezza ora soppresso, l’isola dell’Asinara, è posta ad ovest dell’omonimo golfo, ed è stata promossa da area protetta a parco nazionale il 28 Novembre l997.

Guarda il video dell’Isola Asinara

Possiede coste rocciose, frastagliate e molto ripide con scarse insenature sul versante occidentale, mentre su quello orientale degradano invece in spiagge sabbiose. Gli ecosistemi terrestri e marini dell’isola sono rimasti in sostanza inalterati e l’Asinara è contraddistinta dalla tipica vegetazione delle aree mediterranee e abitata da circa 300 mufloni. L’Asinara ospita in stagione anche diverse specie di uccelli, fra cui l’uccello delle tempeste, la rondine di mare e il falco pellegrino.

STORIA DELL’ASINARA: COMPRENDERE L’ISOLA
Recenti studi sulla storia umana nell’isola Asinara hanno riscontrato tracce umane sin dal quarto millennio avanti Cristo. Queste tracce sono le più antiche testimonianze della presenza umana in tutta la Sardegna.
Anche la successiva epoca nuragica ci è testimoniata da un reperto: un inestimabile bronzetto che raffigura un bovino. Oggi è esposto al museo di Porto Torres.

In epoca romana l’Isola di Ercole (Sardegna) assunse un’importanza strategica di prim’ordine. Di questo periodo sono giunti sino a noi numerosi reperti: anfore, relitti, resti archeologici. Con il crollo di Roma, il controllo su questi territori passò ai Vandali ed in seguito ai Bizantini, che iniziarono a subire le prime incursioni arabe sulla costa (settimo secolo). Gli abitanti si spostarono rapidamente nell’entroterra, per ovviare al problema.
Con la nascita dei quattro Giudicati nell’ottavo secolo e con la successiva crescita delle Repubbliche Marinare, l’Asinara assunse nuovamente un ruolo strategico, aspramente conteso fra Pisa e Genova. Proprio in questo periodo i Malaspina fecero edificare il Castello sull’altura di Fornelli, per poter controllare il flusso di navi che andavano e venivano nella Rada della Reale, il golfo dell’isola.

Secondo la leggenda, il Castello divenne dimora del pirata Barbarossa nei primi anni del Cinquecento, ed una piccola baia sottostante porta ancora il suo nome.
Nel XII secolo giunsero da Pisa i monaci della Congregazione Camaldolese, che occuparono l’isola. Costruirono il Convento di Sant’Andrea, del quale oggi non rimangono che i ruderi, visitabili presso la spiaggetta omonima.
Con l’ascesa aragonese, in questo territorio si tennero diversi scontri con Genova. In particolare si ricorda la battaglia del 1409, vinta dalla Corona d’Aragona grazie all’impiego di innovative bombarde.

Le incursioni arabe si protrassero sino al Cinquecento, periodo nel quale si assiste all’erezione delle prime torri da avvistamento e difesa costiera, volute dagli aragonesi.
Nel 1720 l’isola passa ai Savoia, che istituiscono il Regno di Sardegna. Nel 1768 la corona savoiarda concesse ai fratelli Velixandre di colonizzare l’Asinara: il tentativo di espropriare i precedenti abitanti, perlopiù liguri e nativi sardi, fallì. Solo qualche anno più tardi, il re concesse il possedimento ad un nobiluomo sardo, che diventò Duca dell’Asinara. Il ducato conobbe un periodo di benessere, che si protrasse anche in seguito alla sua abolizione, avvenuta nel 1836.
Nel 1885 il governo italiano costruì una colonia agricola ed un lazzaretto (luogo di confinamento per i portatori di malattie contagiose), non senza l’opposizione degli abitanti locali.

Con la Grande Guerra l’Asinara divenne luogo prediletto per la deportazione dei prigionieri, in particolare provenienti dalle fila austro-ungariche. Di quegli anni rimangono una cappella austriaca, una croce commemorativa ed un ossario.
Le deportazioni continuarono anche nel ventennio fascista, durante il quale fu imprigionato nell’isola un gran numero di etiopi.
A partire dagli anni Sessanta sono state imposte condizioni molto restrittive all’isola, che divenne sede del carcere di massima sicurezza, nel quale sono stati rinchiusi diversi boss mafiosi.
Nel 1997 nacque il Parco Nazionale dell’Asinara e due anni più tardi è avvenuta l’apertura al turismo, che ha sin da subito apprezzato l’atmosfera atemporale godibile in questa terra incontaminata.

ASINARA IN BICICLETTA
Percorre in bici un’isola incontaminata e pura, nel nord della Sardegna: il parco Nazionale dell’Asinara è aperto a tutti ed offre un paesaggio integro, da sempre preservato dalla speculazione.
Il percorso è lungo 22 chilometri, attraverso una strada cementata nella quale l’unico ostacolo alla tua pedalata sono gli asini che si fermano spesso nel mezzo. Si parte dallo scalo Fornelli, nell’estremità sud dell’isola, per arrivare a Cala d’Oliva, in un viaggio che sarà gradito in qualsiasi periodo dell’anno.
Il punto di partenza, Fornelli, è raggiungibile fruendo dei servizi di navigazione offerti dallo scalo di Stintino

QUALE BICICLETTA?
Per percorrere questo itinerario turistico all’Isola Asinara, consigliamo sia le MTB mountain bike che le biciclette da turismo con gomme non tassellate. A Cala d’Oliva si interrompe la strada asfaltata, lasciando spazio ad un percorso su sterrato, percorribile solo con una MTB.

DATI PERCORSO
Il nostro itinerario si snoda su un percorso affascinate per tutta la sua lunghezza: 22 chilometri (per la sola andata). Raggiunto il paese abbandonato di Cala d’Oliva, si può proseguire verso l’estremo nord dell’isola, continuando la pedalata per altri 8 chilometri ed arrivando al faro di Punta dello Scorno.
Il dislivello è di 320 metri, 640 fra andata e ritorno: all’andata sono presenti alcune salite, ma non si presentano mai elevate difficoltà di percorrenza, il tutto rimane molto accessibile anche ai meno allenati.
Per maggiori informazioni, contattare lo staff del parco nazionale dell’isola al seguente numero telefonico: 079 503388.

L’ITINERARIO
Come detto in precedenza, la partenza dell’itinerario è localizzata a Fornelli, il punto di sbarco nell’isola. In questo luogo è sito il Centro Recupero Animali Marini, che svolge una funzione di sostegno verso gli animali vittime dell’uomo, oltre che collaborare con le università compiendo studi e ricerche.
Proprio nei paraggi si trova anche il penitenziario, che si sfiora percorrendo la via asfaltata in bicicletta. I più curiosi lo potranno visitare… non senza qualche indugio di fronte alle celle di massima sicurezza. Negli ambienti si vedono ancora tutte le attrezzature di servizio, che giacciono in totale abbandono, e contribuiscono a dipingere nella nostra mente un quadro atemporale. La casa di pena dell’Asinara restò in servizio per 112 anni ed in questo lasso di tempo si verificarono solo 2 evasioni portate a termine con successo.
Una lieve salita inizia sotto l’altura del Castellaccio (212 metri), per poi giungere ad una fontanella, ad un valico ed infine ad una posizione panoramica fra le più belle dell’isola.
Ormai il percorso è in moderata discesa e ci porta in breve tempo sulla costa, nei pressi dell’Isolotto Scombro. In questo punto l’Asinara è stretta da due Cale: Scombro di dentro e Scombro di fuori.
Si prosegue ancora, verso la località Tumbarino, dove ci si perde in viste mozzafiato sulla natura intatta: mare e verde hanno dispensato una bellezza inestimabile, che sembrano voler tirar fuori appena osservati.
Dopo questa località si aggira da sud la Punta Marcutza, passando attraverso un valico ed approdando nella parte orientale dell’isola, che inizia subito dopo il Piano Gli Stretti, che congiunge le due metà. Siamo giunti in località Muro Lungo, ai piedi del Monte Ruda e nel mezzo della Rada della Reale. Il successivo Campo Perdu racchiude le anime di 5 mila prigionieri serbi, decimati da un’epidemia negli anni della Grande Guerra.
Per raggiungere la Cala Reale si prosegue per altri 2 chilometri lungo la costa meridionale: nella baia approdavano gli equipaggi delle navi colpiti da malattie infettive. Venivano accolti nel più alto rigore istituzionale sabaudo, in edifici che risalgono alla fine dell’Ottocento. Saranno graditi l’area sosta ed il ristorante, in un contorno naturale che lascia ricordi indelebili.
Continuando verso sud-est si incontrano i Periodi, delle piccole abitazioni nelle quali soggiornava il malato durante le fasi progressive della cura.
In breve si arriva alla Punta Trabuccato, che si mira da nord. Punta Capone si sorpassa dall’alto da posizione dominate sulla costa: anche in questo caso dopo un breve tratto si riscende sulla costa, per raggiungere rapidamente Cala d’Oliva, il maggior villaggio dell’isola, con ostello ricavato dall’ex caserma delle guardie.
Dalla Cala al faro di Punta dello Scorno si prosegue su sterrato.
Ben presto le graziose abitazioni dei pescatori si trasformano in cupi edifici di pena: siamo dinnanzi all’ex carcere, sito poco prima delle spiagge balneabili di Cala Sabina, per un tuffo refrigerante durante la bella stagione.
Dalla spiaggia si prosegue verso nord, nel tratto di più difficile percorrenza poiché sconnesso. Ciononostante regala scorci paesaggistici fantastici
Arrivati alla meta si ammira un paesaggio roccioso, scarno e rude, incontaminato; nel qualesvetta il prodigioso faro, che sembra sfidare le acque del mare.

SCHEDA DEL PARCO NAZIONALE DELL’ASINARA
Superficie: 52 kmq
Ente Gestore: Comitato di gestione provvisoria Parco Nazionale dell’Asinara con sede in Via Iosto, 7 – 07046 Porto Torres (Sassari) – Tel. 079 503388
L’Ente Parco ha fissato in 300 persone la quota massima di visitatori ogni giorno.

RISORSE UTILI